Ceccano, Marcello Pisa morto non lontano dal carrello in cui è stato trovato

Intanto, continua l'interrogatorio serrato di varie persone, due su tutte, sul ritrovamento del cadavere in via Di Vittorio. In mattinata il cordoglio di Vallecorsa, paese d'origine del 52enne, e il risentimento della limitrofa cittadina ciociara

Il 52enne Marcello Pisa, originario di Vallecorsa e trovato morto in un carrello a Ceccano (Frosinone)

Due persone sono sotto interrogatorio da ore per la morte di Marcello Pisa, il 52enne di Vallecorsa trovato senza vita in un carrello della spesa a Ceccano (Frosinone) nella mattinata di ieri, giovedì 21 maggio. Dalle indiscrezioni trapelate si tratterebbe di un uomo e una donna. Le stesse persone che per ultime, secondo quanto sospettato dai Carabinieri del Reparto Operativo Provinciale di Frosinone, avrebbero avuto contatti con lui in via Giuseppe Di Vittorio. Non lontano dal luogo di ritrovamento, ossia la traversa della strada principale in cui due tecnici di un centro radiologico hanno avvistato per primi il gocciolamento di sangue dal carrello sommerso di coperte. Ad indirizzare i militari del colonnello Fabio Cagnazzo e del tenente colonnello Andrea Gavazzi verso i due attualmente sotto torchio sarebbero stati i tabulati telefonici e alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza. A seguire si parla altresì delle loro versioni contrastanti una volta ascoltati dal magistrato titolare dell'indagine, il Sostituto procuratore Samuel Amari

++ Articolo aggiornato alle 21:00 ++

Marcello Pisa potrebbe essere stato ucciso o, prima di essere abbandonato, stroncato da un’overdose di eroina, viste le pupille a spillo riscontrate dal medico legale. Si resta in attesa di quanto accertato tramite l'esame autoptico eseguito intorno alle 12 di oggi, venerdì 22 maggio. L'esito dell'autopsia, con le sue risposte definitive, arriverà nel giro di 60 giorni. A restare ancora misterioso è, ovviamente, il ritrovamente del cadavere in un carrello. Lo stesso che, a quanto pare, è di un supermercato Conad ma non di quello vicino al posto in cui è stato abbandonato il corpo, che a questo punto sarebbe stato trasportato lungo un percorso affatto lungo.  

In quanto alla fuoriuscita di sangue, potrebbe essere avvenuta dal naso, per via di una prolungata posizione a testa in giù, o dalle potenziali ferite inferte al volto e alla testa. Quel che appare evidente tra tanti punti interrogativi è che Pisa sia stato trasportato, sommerso di coperte – tra le quali si intravede, tra l'altro, un "tavolinetto" – e abbandonato, come potrebbero confermare a questo punto le immagini delle telecamere dei negozi della zona e le indagini del magistrato Amari, che sta continuando a tempestare di domande tutte le persone potenzialmente informate sui fatti. L'ipotesi di reato, pertanto, oscilla da quella di omicidio a quanto disciplinato dall'articolo 590 del Codice Penale: lesioni personali colpose.  

Nella mattinata di oggi, intanto, il Sindaco Michele Antoniani e l’intera amministrazione comunale di Vallecorsa hanno espresso “sentite condoglianze alla famiglia di Marcello Pisa e si uniscono al dolore per quanto avvenuto. Questa vicenda ha lasciato attoniti e con cordoglio manifestiamo la nostra vicinanza in attesa che si abbiano chiarimenti sull’accaduto”. Già, quanto accaduto “a” e non per colpa di Ceccano.  Una Ceccano che si è nuovamente spaccata a metà, tra difensori e detrattori della stessa, come già successo nel giro di un mese alla vista di “Sandokan” con la sciabola e della Stazione FS incendiata e devastata. Tre fatti di cronaca estremamente diversi da loro, ma con un unico comun denominatore: la presa di distanza dalla responsabilità, come se il luogo in cui accade un fatto debba essere forzatamente il "colpevole" o un “complice”. E ci hanno provato in tutti i modi, politici e non, a fare a gara in città a spararla più grossa, come nel caso del cartello "Benvenuti a Ceccano/Corleone" pubblicato da un ex assessore comunale e già profondamente stigmatizzato. Nel resto della provincia nonché dell'Italia intera, invece, continuano a circolare ancora fake news ("Ragazza fatta a pezzi"). 

La verità, come spesso accade, sta nel mezzo ed è stato costretto a intervenire Don Tonino Antonetti, parroco delle Chiese del centro (S. Giovanni, S. Nicola e Sacro Cuore) per sedare le polemiche scoppiate all’interno della comunità, con la consueta valvola di sfogo rappresentata dai social network. “Rispetto ai tanti post che stanno girando - ha scritto il prete - dove si continua, ancora una volta, a denigrare l'immagine di Ceccano, riferita ad altri post in cui si affermava che Ceccano è tutt'altro, ci terrei a precisare che: ‘Sbaglia una maestra, le maestre sono tutte aggressive’; ‘Sbaglia un sacerdote, i sacerdoti sono tutti pedofili’; ‘Sbaglia un poliziotto, i poliziotti sono tutti corrotti’; ‘Sbaglia un cittadino, la città è tutta compromessa’”.

“Non è assolutamente così - ha concluso il parroco - perché anche un fatto di cronaca così negativo e gravissimo, come quello al quale abbiamo assistito, non può e non deve pregiudicare l'immagine di una città. È vero che esiste una responsabilità collettiva, assolutamente sì, ma esiste anche una responsabilità individuale e, soprattutto, esiste il criterio di non generalizzare mai perché, ogni volta che lo si fa, si continua ad uccidere le persone. Poi non dimentichiamo che la morte, comunque e come arrivi, deve essere sempre rispettata nel silenzio e non con commenti stupidi e inutili che sto leggendo!”.

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