Ceprano, ictus dopo l'attentato incendiario al marito carabiniere, maxi risarcimento

La moglie del luogotenente Bruno Falena, durante la drammatica notte in cui furono bruciate le auto di famiglia, per lo choc, fu colpita da un grave malore che la rese invalida a vita

Due milioni di euro come risarcimento per un ictus provocato da un fortissimo stato di choc. Il tribunale civile di Frosinone ha condannato al pagamento dei danni morali e materiali nei confronti della moglie di un carabiniere che, a seguito di un attentato incendiario compiuto a danno delle auto di famiglia e di parte dell'abitazione, ebbe un gravissimo malore che l'ha resa invalida a vita.

Il fatto

A dover pagare saranno coloro che sono stati individuati come mandante ed esecutore materiale dell'atto intimidatorio compiuto nella notte tra il 18 ed il 19 novembre del 2011 a Ceprano, nei confronti del comandante della stazione dei Carabinieri, il luogotenente Bruno Falena. Le indagini, portate avanti dai colleghi della Compagnia di Pontecorvo e dai Vigili del Fuoco, hanno consentito di dare un nome ed un volto al mandante Luigi Sementilli di 64 anni ed ai materiali esecutori, Giovanni Battista Sementilli di 27 anni ed un minorenne di Aquino. I primi due vennero arrestati mentre l'ultimo è stato denunciato a piede libero. L'incendio, come poi ammesso da Luigi Sementilli, venne appiccato per vendetta, dopo che il comandante Falena aveva effettuato dei controlli all'interno dell'attività dell'uomo, elevando anche delle multe.

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La sentenza

Nei giorni scorsi, dopo che la sentenza di condanna nei confronti degli imputati, è passata in giudicato, si è pronunciato il giudice del tribunale civile di Frosinone che accogliendo le richieste della famiglia Falena, rappresentata dall'avvocato Nicola Ottaviani, ha condannato i due al pagamento di un 1 milione e 400 mila euro per il danno biologico e 500 mila euro per quello morale.

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