Cronaca

Ceprano, “Libera” Contro le mafie

Nella giornata della memoria per le vittime della mafia, organizzata da Libera e da "Avviso pubblico" affiorano i ricordi e le emozioni vissute allorché dai notiziari della radio o dalle edizioni straordinarie dei telegiornali venivano date le...

Nella giornata della memoria per le vittime della mafia, organizzata da Libera e da "Avviso pubblico" affiorano i ricordi e le emozioni vissute allorché dai notiziari della radio o dalle edizioni straordinarie dei telegiornali venivano date le prime notizie o inviate le prime immagini di stragi impietose e di tragici attentati.

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Nomi illustri di giudici, di carabinieri, di poliziotti, storie di una guerra dichiarata tra lo Stato e la mafia che negli anni sembra essersi pacata, assopita, smorzata nei suoi toni virulenti e nelle sue sequenze assassine.Uno Stato che è riuscito a dominare gli eventi o una mafia che si è evoluta e riesce a stare nel sottosuolo, ad agire nei mercati finanziari, a muovere i capitali nei paradisi fiscali, ad entrare nelle istituzioni senza spianare il mitra o intimidire qualcuno? La mafia spara quando ci sono concorrenti che vogliono occupare lo stesso territorio, uccide se qualcuno si oppone alla sua strategia estorsiva, la mafia fa saltare in aria i giudici che si mettono in testa di sgominare la sua organizzazione e mandare in galera i padrini.

Se al contrario riesce a far accordi con i diretti concorrenti e a comprare la complicità del potere finanziario e politico allora si comporta come la più normale holding economico-finanziaria che sta sul pianeta, investe i suoi capitali,conclude affari con le banche, ottiene favori dai politici e si rafforza con le lobby. Oggi se non si contano più i delitti di mafia e solo raramente vengono compiuti attentati significa che o viviamo in un mondo finalmente libero dalla mafia oppure diamo ospitalità ad una mafia che si è evoluta, si iscrive agli ordini professionali, usa il computer e parla l'inglese. A Ceprano l'amministrazione comunale ha espresso la sua solidarietà a don Ciotti e a "Libera" ed è apparso chiaro che la scuola è uno dei luoghi prescelti per illustrare e far crescere il progetto della legalità e della partecipazione. I giovani sono i destinatari di questo nuovo messaggio che deve vincere la paura, sconfiggere la corruzione e mirare ad una società più giusta e solidale. I giovani che sono i pilastri della società del domani, l'architrave del nostro futuro spetta il compito di non disperdere la testimonianza dei servitori dello Stato o di semplici preti e cittadini che non hanno chinato la testa dinanzi alla mafia. La politica ancora è in ritardo, non capisce che per combattere la mafia oltre alle auto, agli stipendi e alle tecnologie per le forze dell'ordine, occorre vincere il sistema clientelare e il voto di scambio che sono l'habitat naturale dove si intrecciano gli interessi dei mafiosi con quello eterogeneo di un potere istituzionale che troppo spesso viene giustificato e perdonato dalla rete imprenditoriale, dalle organizzazioni sindacali, dal mondo finanziario e da una classe media troppo debole, ondivaga ed incerta per dettare nuove regole e promuovere un cambiamento culturale. se la politica è debole forti ed attuali appaiono le parole di PAOLO BORSELLINO "La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"

dott Arturo Gnesi

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