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Foto di repertorio

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Bastonate e pietre contro gli stranieri, fermati tre studenti universitari

Gli uomini della Digos e la Squadra Mobile della Questura di Frosinone, dopo mesi di indagini coordinate dalla Procura, banno individuato i presunti autori di numerosi e gravissimi episodi a sfondo razziale

Tre insospettabili studenti universitari di giorni e presunti e spietati razzisti di notte. Questo il sospetto degli investigatori della Digos e della Squadra Mobile di Frosinone che hanno fermato e denunciato tre giovani residenti a Ceprano e che, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Frosinone, Adolfo Coletta, avrebbero aggredito, minacciato e lanciato oggetti e sassi contro le strutture che accolgono stranieri in provincia di Frosinone ed in alcune regioni italiane.

Le indagini ed i sette episodi

In otto mesi di 'scorribande' da parte degli indagati, la Polizia di Stato ha accertato almeno sette episodi di aggressione a sfondo razziale. Nella giornata di ieri sono state effettuate delle perquisizioni nelle abitazioni dei tre. Due di loro sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Pierluca D’Orazio e negano ogni fatto loro contestato. Pesanti i capi di imputazione che vanno dalla: propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, la minaccia, lo stalking, le percosse, le lesioni personali, il danneggiamento. Nelle rispettive abitazioni sono stati ritrovati opuscoli del cosiddetto “Blocco studentesco”, bastoni, mazze da baseball, sfollagente, coltelli ed oggetti di propaganda fondati sulla superiorità razziale. Oltre ai telefoni cellulari ed ai computer sono stati sequestrati anche proiettili ed armi regolarmente denunciate.

Le aggressioni

La polizia, attraverso l'utilizzo di un metal detector, ha cercato anche materiale esplodente ma senza trovare nulla. Gli investigatori del questore Rosaria Amato sospettano che i tre possano aver commesso atti intimidatori attraverso l'utilizzo di bombe carte ma su questo al momento non è stato rinvenuto alcun riscontro. Gli episodi più gravi loro contestati sono avvenuti a Ceprano e Roccasecca dove, ignari profughi di ritorno nella struttura che li ospita, sono stati aggrediti con mazze da baseball e lancio di pietre.

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