Cervaro, convocato il Consiglio Comunale: chieste le dimissioni del sindaco e dei due assessori arrestati

Il gruppo di minoranza passa all'attacco. Attesa per la decisione del Gip per un'eventuale scarcerazione. Il magistrato Emanuele De Franco ha dato parere negativo.

L'opposizione al Comune di Cervaro ha chiesto ed ottenuto la convocazione del Consiglio Comunale. Il presidente Coletta ha quindi fissato l'assise civica per venerdì alle 19. Due i punti all'ordine del giorno: richiesta dimissioni sindaco e questione politica. Nei giorni scorsi il prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, aveva disposto la sospensione dei tre amministratori in carica. Intanto c'è attesa per la decisione del Gip del tribunale di Cassino che deve valutare se confermare o meno la detenzione agli arresti domiciliari per il primo cittadino Angelo D'Aliesio, per i due assessori Gino Canale (anche ex vice sindaco) e Vincenzo Ricciardelli, per il tecnico comunale Enzo Pucci e per l'imprenditore di Monte San Giovanni Campano, Alfredo Coratti (titolare della Tac Ecologia che nel 2017 si è aggiudicata la gara per la gestione della raccolta differenziata nel comune di Cervaro ma che è rimasto coinvolti anche in altre indagini portate avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma). Tutti e cinque gli arrestati devono rispondere di corruzione, voto di scambio e turbativa d'asta. Nel corso dell'interrogatorio di convalida, che si è svolto venerdì scorso in tribunale, l'unico indagato che si era avvalso della facoltà di non rispondere, Vincenzo Ricciardelli, ha poi consegnato le dimissioni da assessore con delega a Sport, Attività produttive, Commercio, Assistenza e Manifestazioni.

Il 'malaffare'

Le indagini portate avanti dalla Procura di Cassino e dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Frosinone, non sono concluse ma proseguono con l'obiettivo di far emergere quello che viene definito il presunto «malaffare» messo in atto dal primo cittadino, dai due amministratori, dal funzionario comunale e dall'imprenditore. Ad incastrare i cinque sono state le intercettazioni telefoniche stralciate da un'altra indagine, portata avanti dalla Dda di Roma a carico dei vertici della Tac Ecologia. Passaggi e dichiarazioni che hanno indotto il sostituto procuratore Emanuele De Franco, il colonnello Giuseppe Lopez ed il maggiore Vito Antonio Masi dei Carabinieri Forestali a portare avanti una serie indagini che sono poi sfociate nei provvedimenti cautelari.

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Il sequestro degli atti

Centinaia di documenti sono stati controllati: sia quelli riguardanti il vecchio appalto che quelli inerenti il nuovo che avrebbe dovuto essere rinnovato a breve. Per questo motivo il pubblico ministero De Franco ha dato parere negativo ad una eventuale scarcerazione dei cinque. Del resto è lo stesso Gip che nell'ordinanza di custodia cautelare scrive: "Considerato che l'appalto alla società di Coratti è prossimo alla scadenza e che gli amministratori comunali rimarranno in carica fino al 2022, anno in cui si rinnoveranno gli organi politici, si ritiene senz'altro attuale e concreto il pericolo di recidiva". La difesa dei cinque indagati è composta dagli avvocati Emanuele Carbone, Giuseppe Di Mascio, Paolo Marandola, Sandro Salera e Giampiero Vellucci.

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