Colleferro, Artena e Paliano tre cittadine che rimarrano per sempre segnate dall'omicidio di Willy Monteiro

Nelle ore in cui sono comparsi per le strade degli striscioni con la scritta "Giustizia per Willy" non si placa la violenza verbale soprattutto nei confronti degli abitanti della città Lepina dove per venerdì l'amministrazione ha convocato un consiglio comunale in Piazza

Le tre cittadine tra le province di Roma e Frosinone Artena, Colleferro e Paliano in questi giorni di approfondimenti e ricerca della verità sull’efferato omicidio del giovane Willy Monteiro per il quale sono indagati di omicidio preterintenzionale quattro  ragazzi, sono al centro dell’attenzione mediatica nazionale come forse non era mai successo in passato. Nelle ore scorse sono apparsi anche per le strade degli striscioni con la scritta “Giustizia per Willy” e “L’infamia non cancella il tuo coraggio” sono tre città scosse dove la normalità è stata brutalmente stoppata.  Un omicidio che ha sconvolto anche il Premier Conte.

Paliano, la città dove viveva con la famiglia il 21 enne ucciso a calci e pugni in mezzo ad una strada, è diventata il luogo del dolore, del pianto e delle lacrime dove questa sera ci sarà la fiaccolata organizzata dagli amici per ricordare il giovane che si è trovato nel posto sbagliato e nel momento sbagliato e che voleva solo fare da paciere.

Intanto i fratelli Bianchi respingono le accuse

La città di Colleferro dove è avvenuto l’omicidio sta cercando di non far passare l’idea che sia un luogo con problemi di sicurezza anche se da molto tempo associazioni varie e continui interventi delle forze dell’ordine hanno rimarcato come, soprattutto in alcune zone con i locali notturni, c’è qualcosa che non va e che non funziona soprattutto nel fine settimana quando il numero dei ragazzi aumenta a dismisura.

Le parole del Prefetto di Roma Matteo Piantedosi

Anche il Prefetto di Roma che nelle ore scorse ha incontrato il sindaco Sanna ha ribadito che si valuteranno tutte le condizioni per migliorare l’attuale situazione. “Non possiamo immaginare che sia controllabile tutto, anche le derive culturali, che possono esserci in certi ambienti e che possono portare a fenomeni di questo tipo. Io credo che le condizioni da valutare siano delle ‘precondizioni’, valuteremo se c’è qualcosa da migliorare.

Ci approcciamo – ha spiegato appunto il prefetto –  in maniera molto laica ma certamente non lasceremo passare l’episodio come se fosse stato qualcosa di casuale, che è avvenuto come fosse stato un accidente della vita. Abbiamo un obbligo anche per onorare la memoria di questo ragazzo di fare tutto il possibile perché sia un atto di inizio di una maggiore attenzione sulla fenomenologia di carattere sociale in certi ambienti giovanili”.

La città di Artena, ovvero la città dei quattro aggressori del povero Willy che sono stati arrestati e portati in carcere, in questi giorni, soprattutto sui social, è diventa da città dei Briganti, come era conosciuta in passato, a città dei delinquenti e le offese e le minacce che giungono da ogni dove non si contano più. L’amministrazione comunale spiega, invece, che la cultura del razzismo non appartiene allo loro città ed annuncia un consiglio comunale per venerdì 11 settembre.

La difesa dell’amministrazione comunale

“Ribadendo tutto il nostro dolore, la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alla famiglia di Willy Do Nascimento Ribeiro e all’intera comunità di Paliano, ci teniamo a sottolineare che non appartiene ad Artena la cultura del razzismo che dai media, dai social, da qualche giornale e attraverso qualche intervista, sta emergendo dopo i fatti tragici di Colleferro che hanno visto protagonisti quattro artenesi.

Condanniamo – scrive l’amministrazione comunale in una nota inviata alla stampa ogni tipo di violenza, ogni tipo di prepotenza e ogni tipo di sopruso effettuati contro chiunque. Desideriamo ricordare che Artena è stato il primo Paese italiano ad ospitare i profughi provenienti dal Corno d’Africa alla metà degli anni ottanta, che fuggivano dal regime di Menghistu. Artena ha ospitato oltre duemila profughi etiopi, eritrei e somali che hanno vissuto nel nostro paese di comune
accordo con la popolazione residente. Desideriamo ricordare, inoltre, che quando i primi migranti dall’Albania vennero in Italia, a marzo del 1992, molti di loro furono accolti ad Artena e qui hanno trovato famiglia.

Artena è un popolo che conosce bene la sofferenza umana e le angherie, perché essa stessa le ha subite nel corso dei secoli. Questo Paese ha sempre avuto nel suo DNA il sentimento di condivisione e solidarietà che non può essere messo in
discussione dal comportamento disumano di quattro suoi residenti.

Il Consiglio Comunale di Artena si riunirà in seduta consiliare straordinaria Venerdì 11 settembre alle ore 17:30, in piazza Valle Fini, per poter permettere la partecipazione di tutti, con all’ordine del giorno la commemorazione di Willy do
Nascimento Ribeiro e la costituzione come parte civile del Comune di Artena nel processo”.

Willy disegno-2

Le parole dello Psicologo e Psicoterapeuta Loris Pinzani

“A Colleferro c'è un'altra vittima dell’antico e comune vizio umano dell'aggressività fisica. Nei Promessi Sposi Il Manzoni parla non per primo (ma lo fa da par suo) dei bravi. Sono soggetti dediti all'aggressività che si esprime senza una regola, senza alcuna parsimonia e senza un criterio rivolto a risolvere una situazione ma piuttosto ad eliminarne l’origine.

I bravi del Manzoni come quegli di ogni epoca, non si pongono mai alcuna domanda; quindi non hanno mai risposte, se non quella della fine di qualcosa, mai della sua della sua origine.

La violenza è sempre una disfatta, se è l’inizio e non la conseguenza di un’offesa che diventi difesa; comprese le guerre “giuste”: la violenza non suscita altro che sé stessa. Essa è da sempre, come nello scritto del Manzoni, figlia di una profonda incapacità. Esprime l'assenza di uno scambio umano che produca l'adattamento alla realtà.

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Dunque, qualunque violenza non precede che altrettanto disastro. Oggi, come nel periodo di cui narra il romanzo citato, o qualunque altro che osservi o abbia osservato l'uomo, come sistema di vita porta soltanto ad evitare la vita stessa, eppure si tratta di un seme che germoglia su ogni territorio e ad ogni latitudine. Non conta quanto valga l'altro e soprattutto non ha valore quanto valga la ragione di chi si oppone; l'unica cosa certa è che esprime chi meno si adatta alla vita stessa”.

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