Colleferro, Sanna si sdraia davanti al camion diretto verso gli inceneritori (foto e video)

Il grosso tir che trasportava i pezzi dell’impianto termico della caldaia è stato, prima bloccato dal primo cittadino e dai manifestanti e poi verso le 20 ha fatto marcia indietro andando via

Verso le 18 di martedì pomeriggio il tanto atteso camion con alcuni pezzi dell’impianto termico della caldaia dell’inceneritore di Colleferro è arrivato in via Romana nel quartiere Scalo. Il sindaco Pierluigi Sanna, avvisato dai partecipanti al presidio e appena congedato il ministro Franceschini, si è diretto al luogo incriminato.

A terra davanti al camion

Il primo cittadino si è sdraiato sull’asfalto dell’unica via di accesso che porta verso Colle Sughero per impedire il passaggio dell’autoarticolato. I manifestanti hanno ovviamente appoggiato il gesto simbolico di Sanna. Presenti quasi tutti i componenti della maggioranza e i consiglieri di opposizione dell'Idv Del Brusco e Girolami. Nei giorni scorsi il TAR aveva bocciato l’ordinanza del sindaco e quindi i mezzi avrebbero potuto circolare per trasportare i pezzi per completare il revamping dell’inceneritore. Per il momento la situazione è bloccata e nelle zone dello scalo e della stazione ferroviaria si è creato un po’ di traffico veicolare. Sul posto la Polizia Locale ed i poliziotti del commissariato di Colleferro e i carabinieri della locale compagnia.

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La marcia indietro del tir

(Aggiornamento alle 21) Dopo circa due ore al freddo pungente i rappresentanti delle forze dell'ordine hanno deciso di far spostare il camion e tra le urla di gioia ed al grido di "rifiutiamoli" il mezzo pesante ha fatto marcia indietro imboccando la strada davanti la stazione ferroviaria per lasciare la zona dello Scalo dove la situazione pian piano è tornata alla normalità, almeno per il momento, perche da quello che abbiamo appreso sul posto il grosso tir non dovrebbere essere andato lontano.

Tutto rinviato, almeno per il momento

Il gesto del Sindaco Sanna, che verso le 19 e 30 è stato raggiunto a terra davanti al camion anche dai colleghi primi cittadini di Genazzano Ascenzi e Paliano Alfieri questa volta è riuscito a far bloccare il tragitto verso gli inceneritori ora non resta che aspettare e vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Di fatto la "battaglia" per il momento è stata vinta ma la "guerra" è ancora lunga.   

La nota dei membri dell'assemblea permanente Rifiutiamoli

"Dopo questa prova di forza abbiamo dimostrato - Spiegano in una nota i componenti dell’assemblea permanente di Rifiutiamoli - che l’opposizione alla riapertura degli inceneritori è ormai profondamente radicata sia nella popolazione che nelle istituzioni del territorio e che la lotta aperta con la manifestazione dell’8 luglio e poi proseguita con il corteo del 18 novembre, ha fatto un ulteriore salto di qualità. La coscienza, l’unità, la determinazione espresse, sono la risposta ad anni di silenzio alle richieste di un territorio che subisce da decenni gli effetti di un inquinamento profondo e diversificati".

Cittadini ed istituzioni uniti

"L’unità di cittadini ed istituzioni del territorio - proseguono i componenti dell’assemblea permanente di Rifiutiamoli - è stata e continua ad essere la garanzia che la mobilitazione proseguirà, con l’obiettivo di far nascere un progetto alternativo che trasformi questo ciclo dei rifiuti basato su discariche e inceneritori in un’economia del riciclo, del recupero e del riutilizzo delle cosiddette materie prime-secondarie. Tutto questo avviene all’interno del Sito di Interesse Nazionale (Sin) Valle del Sacco, uno dei più estesi e complessi per quanto riguarda le diverse fonti di inquinamento del nostro paese. Nonostante tutto, sta maturando la forza e l’intelligenza per imporre il risanamento complessivo del territorio, per battere un progetto che vuole riavviare un nuovo ciclo dei veleni su aree compromesse, per progettare e costruire il proprio futuro.

Non è più tempo di vaghe promesse e gioco delle parti

La Regione Lazio, principale responsabile del progetto di revamping che per quattro anni, succube dei poteri forti che dominano la filiera del ciclo dei rifiuti, non ha spostato di un millimetro le sue strategie di gestione, ha pensato fino ad oggi di cavarsela con vaghe promesse. E ha continuato a fare il gioco delle parti, mentre lasciava ad un pugno di dirigenti squalificati il compito di portare avanti la ristrutturazione degli impianti tramite la società di proprietà regionale Lazio Ambiente SpA. Chi pensava di logorare le energie del movimento Rifiutiamoli, di dividere movimenti ed istituzioni  ha fatto male i suoi calcoli. Nelle prossime settimane la mobilitazione cittadina, che non coinvolge solo Colleferro come è stato platealmente dimostrato stasera , continuerà con le altre battaglie sparse su tutto il territorio della Valle del Sacco, a partire da Anagni".

Il blocco continuerà

Nei prossimi giorni, mentre continuerà il blocco dell’accesso dei carichi speciali agli inceneritori di Colleferro, Regione Lazio, responsabile del collasso di Lazio Ambiente e della mancata innovazione della strategia sui rifiuti, e Comune di Roma, responsabile in forma partecipata delle scelte gestionali attuate finora, saranno anche responsabili di quanto potrà accadere a Colleferro. L’amministrazione regionale dovrà decidere definitivamente la propria strategia  nelle opportune sedi di governo. Non solo, sarà costretta a rendere conto delle scelte che farà sul nostro territorio ai cittadini della Valle. Non gli saranno di certo permesse le solite innocue passerelle elettorali. "A tutte e a tutti  diamo appuntamento - concludono i componenti dell’assemblea permanente di Rifiutiamoli - al presidio che giorno e notte continuerà a vigilare per impedire il passaggio dei mezzi attesi. Ci impegniamo a  portare la discussione in tutti i luoghi di aggregazione e di incontro della città di Colleferro e della Valle del Sacco. Prepariamo nuove mobilitazioni.

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(Foto e video Giancarlo Flavi)

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