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Coronavirus, truffa delle mascherine: Ieffi racconta al Gip la sua verità

L'imprenditore di Cervaro da quattro giorni rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli con l'accusa di aver 'turbativa d'asta' rigetta ogni accusa

Ha rigettato ogni accusa fornendo anche documenti e spiegazioni riguardanti il mancato rispetto del bando di gara per la fornitura di oltre 3 milioni di mascherine. Antonello Ieffi, l'imprenditore 42enne originario di Cervaro ma arrestato dagli investigatori del Gico della Guardia di Finanza di Roma, alla presenza degli avvocati Andrea Coletta e Claudio Acanfora ha risposto alle domande del Gip del tribunale di Roma, il dottor Savio e del sostituto procuratore Pioletti che contestavano all'imprenditore i reati di 'turbativa d'asta e mancato adempimento di contratto' inerente la fornitura di mascherine destinate ai presidi sanitari italiani.  

L'indagine

Le attività investigative, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, sono state tempestivamente avviate dopo la denuncia effettuata da Consip Spa. alla Procura della Repubblica di Roma, con riferimento a una serie di anomalie riscontrate nell’ambito della procedura di una gara, del valore complessivo di oltre 253 milioni di euro, bandita d’urgenza per garantire l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e apparecchiature elettromedicali. In particolare, il lotto 6 della gara, dell’importo di circa 15,8 milioni di euro, relativo alla fornitura di oltre 24 milioni di mascherine chirurgiche, veniva aggiudicato alla 'Biocrea', Società Agricola a Responsabilità Limitata. La 'Biocrea', con la sottoscrizione di apposito Accordo Quadro con Consip, si impegnava, tra l’altro, alla consegna dei primi 3 milioni di mascherine entro 3 giorni dall’ordine.

La truffa

Sin dai primi contatti con la stazione appaltante pubblica, finalizzati all’avvio della fornitura, però, Antonello Ieffi, che interloquiva per conto dell’impresa sebbene non risultasse nella compagine societaria, lamentava l’esistenza di problematiche organizzative relative al volo di trasferimento della merce, che diceva disponibile già disponibile in un punto di stoccaggio in Cina. Permanendo l’inadempimento alla data di scadenza prevista nel contratto per la prima consegna di mascherine, attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, veniva effettuata presso l’aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun un’ispezione, che accertava l’inesistenza del carico dichiarato. I successivi approfondimenti facevano emergere a carico della 'Biocrea' anche pregresse posizioni debitorie per violazioni tributarie, per oltre 150 mila euro nei confronti dell’Erario – non dichiarate in sede di procedura dalla società che, di converso, aveva invece falsamente attestato l’insussistenza di qualsiasi causa di esclusione –. Tale situazione comportava l’esclusione della società dalla procedura e l’annullamento in autotutela da parte di Consip della intervenuta aggiudicazione.

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