Coronavirus, il racconto di Chicco, giovane infettato che ha combattuto e vinto

I primi sintomi, la corsa in ospedale, la paura di non rivedere i propri cari e poi la gentilezza e la professionalità dei medici di Cassino, Frosinone e Roma.

Il racconto di Francesco Morra, Chicco per i familiari e gli amici, inizia dalla fine di questa terribile esperienza. Il giovane, residente a Cassino nel sud della provincia di Frosinone, è completamente guarito dal Covid-19 e la sua gioia l'ha esternata sui social in queste ultime ore. Un periodo difficile quello vissuto dall'imprenditore trentaseienne e che ha tenuto in ansia tutti coloro che lo conoscono e gli vogliono bene. Ora che questa triste storia, almeno per lui, ha avuto un lieto fine, Chicco ha trovato il coraggio di raccontare a Frosinonetoday quanto accaduto.

L'inizio del dramma

"Tutto ha avuto inizio la notte tra il 15 e il 16 marzo. Fortunatamente a causa delle restrizioni imposte dal Governo nessuno dei miei familiari è venuto a festeggiare il mio compleanno il 15, altrimenti avrei potuto infettare anche mio fratello, mia cognata e le 2 nipotine - racconta Chicco -. Mi sono svegliato alle 3 di notte, tremando e con le ossa completamente a pezzi, ho preso una tachipirina e sono tornato a letto. La mattina stavo bene ma, verso mezzogiorno, ho cominciato ad avere di nuovo i brividi di freddo e di nuovo la debolezza per tutto io corpo. Ho chiamato il medico curante e gli ho spiegato i sintomi,. Mi ha dato la terapia specifica ma dopo 4 giorni la febbre continuava a non scendere. Per questo sono stati cambiati i farmaci: arrivano le punture e antibiotici più pesanti. Nel frattempo, come detto dal Governo, ho allertato il numero verde, carabinieri e 118 se fosse il caso di fare un tampone. Questo sarebbe accaduto solo se i sintomi sarebbero proseguiti".

La febbre che non scende

"Ho capito di aver contratto il Covid-19 quando ho iniziato a non avere più l'olfatto, una sensazione bruttissima. Ero oramai a casa da otto giorni con la febbre quando in Tv ho visto l'intervista di un ragazzo dimesso, che raccontava i sintomi: aveva la febbre e non aveva più l'olfatto. Non appena sentito questo mi sono vestito e sono andato al pronto soccorso del 'Santa Scolastica' di Cassino dove mi hanno misurato la febbre e fatto la tac: avevo polmonite interstiziale, hanno fatto il tampone e la sera tardi è arrivata la risposta, ero positivo".

La paura ed il ricovero in ospedale

"Dentro di me ho iniziato ad avere paura, ad immaginare il peggio, visto quello che ascoltato in Tv, ma i medici subito rassicurato dicendomi che la mia giovane età avrebbe aiutato e che questo virus poteva essere letale per chi aveva già gravi patologie o le difese immunitarie basse. Con il trasferimento allo 'Spaziani' di Frosinone è iniziata la terapia: ho avuto delle lievi allucinazioni. La febbre è sparita dopo quattro giorni. Mi sono sentito rinascere, ho iniziato a stare più tranquillo ed a pensare alle parole rassicuranti del medico di Cassino. Dopo alcuni giorni, a me e al compagno di stanza, ci hanno trasferito a Roma, all'ospedale Israelitico, dove abbiamo continuato la terapia prescritta dallo 'Spallanzani'. Sono stato dimesso il 7 di aprile poiché avevo terminato la terapia di 14 giorni ed ero asintomatico da 10.

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Il ritorno a casa

"Finalmente sono tornato a casa dove son rimasto in isolamento fino ad ieri 20 aprile quando sono risultato negativo a entrambi i tamponi effettuati nelle 24/48 ore. Ora dovrò fare attenzione poiché potrei avere una ricaduta, è una cosa che stanno studiando. Vorrei ringraziare calorosamente la ragazza del triage di Cassino che mi ha ricevuto il primo giorno, il dottore che mi ha rassicurato. La dottoressa dello 'Spaziani' che era di una gentilezza unica, il primario dell'Israelitico, il professor Ventura, e tutti gli infermieri che mi hanno assistito. Un ringraziamento speciale alla mia famiglia, alla mia fidanzata Annapaola, agli amici e parenti che non mi hanno lasciato solo neanche un secondo e un sentito grazie al mio medico Giuseppe Marrocco. L'incubo per me è finito ma pensare che tante altre persone sono state meno fortunate, è devastante. Questo virus ti cambia la vita".

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