Coronavirus, muore in poche ore il questore vicario Tommaso Conti

L'ex alto funzionario della questura di Bergamo, nato e cresciuto a Pico, ha manifestato i primi sintomi nella serata di venerdì. Inutile ogni soccorso

Nella foto a destra il questore vicario Conti

La tragedia della Lombardia, piegata dal Coronavirus, ha colpito anche la Ciociaria. A morire in poche ore è stato l’ex vice questore vicario della questura di Bergamo, Tommaso Conti che nella serata di venerdì 27 marzo ha manifestato i sintomi del Covid-19. Inutile ogni tentati di strapparlo alla morte da parte dei medici dell'ospedale di Treviglio. Una polmonite bilaterale e insufficienza respiratoria non hanno lasciato scampo all'alto funzionario della Polizia di Stato

La natìa Pico

Nato nel 1947 a Pico in provincia di Frosinone, il dottor Tommaso Conti si era laureato in Giurisprudenza ed aveva intrapreso la carriera di avvocato per alcuni anni. Appassionato della Polizia di Stato, era riuscito a superare il concorso per Vice Commissario, frequentando il corso a Roma presso l’istituto Superiore di Polizia, per poi essere assegnato a Milano negli anni bui del terrorismo. Successivamente trasferito alla Questura di Terni e poi a Bergamo nel 1988, aveva diretto la Sezione Volanti – allora incardinata nella Squadra Mobile -, la Divisione del Personale e la Polizia Amministrativa, fino a diventare Capo di Gabinetto ed infine Questore Vicario, per poi essere collocato in pensione per raggiunti limiti di età nel 2007.

Il ricordo del collega

“Profondo sgomento ha lasciato in me la mesta notizia della scomparsa del Questore Vicario Tommaso Conti - è il ricordo del vice questore Angelo Lino Murtas, dirigente del Commissariato di Treviglio -. Venerdì 27 marzo ho cercato di incontrarlo all’arrivo in ambulanza all’ospedale di Treviglio per fargli sentire la mia vicinanza e la mia solidarietà, ma per ovvi motivi sanitari è stato impossibile . Aveva grande senso di umanità sia con il pubblico che con i collaboratori; spesso punto di riferimento per tutti e apprezzato per l’eccellente qualità della sua “penna”, riusciva sempre a motivare con il suo sottile sorriso ironico i colleghi anche nei momenti più bui dei servizi operativi difficili, giungendo a vincere sempre sulle battaglie intraprese. Purtroppo oggi ha perso la sua unica battaglia ad opera di un inesorabile e feroce nemico, per ora, ancora invincibile. Il suo passaggio ha lasciato però un segno indelebile in tutti i Poliziotti che lo hanno conosciuto, me in primis – ha concluso il vice questore Murtas – . Sono molto vicino alla famiglia e in particolare ai figli Simone, Sara e Leonardo".

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