Coronavirus, truffa delle mascherine, domani l'interrogatorio di Antonello Ieffi

L'imprenditore di Cervaro arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma, sarà ascoltato dal Gip nel carcere di Regina Coeli ed alla presenza dell'avvocato Andrea Coletta

L'avvocato Andrea Coletta

Sarà interrogato domani nel carcere di Regina Coeli a Roma, Antonello Ieffi, l'imprenditore arrestato con l'accusa di 'turbativa d'asta e inadempimento di contratti di pubbiche fornite" in un appalto per la maxi fornitura di mascherine al Governo italiano. Il giovane, 42enne ed originario di Cervaro a due passi da Cassino, nel sud della provincia di Frosinone, per bocca del suo legale, l'avvocato Andrea Coletta, rigetta ogni accusa e si dice pronto a porter spiegare la sua posizione.

L'arresto

L'arresto di Antonello Ieffi, avvenuto nella mattinata di venerdì nove aprile su ordine del Gip del tribunale di Roma, il dottor Valerio Savio e della Procura capitolina, il sostituto procuratore Alberto Pioletti, è stato eseguito dagli investigatori del Gico della Guardia di Finanza di Roma. "Siamo in grado di dimostrare con video e contratti alla mano che il mio cliente non ha lucrato sulla povera gente colpita da questa terribile pandemia che non sta risparmiando nessuno". L'avvocato Coletta, prima di entrare nella parte tecnica di questa vicenda, cerca di evidenziare l'aspetto umano.

La difesa

"Le accuse che la magistratura muove nei confronti del mio cliente, Antonello Ieffi, sono a mio parere infondate perchè la società Biocrea e Ieffi hanno agito nel rispetto dell’accordo quadro con Consip. L'unica anomalia in questa vicenda è l'autocertificazione presentata in sede di inoltro della domanda di partecipazione al bando dell'assenza da parte della Biocrea Srl di debiti di natura fiscale e contributiva. Va chiarito che Consip non recede dal contratto per un inadempimento ma perché’ in sede di partecipazione al bando il legale rappresentante della società’ aveva dichiarato che non aveva debito nei confronti dello Stato - prosegue ancora l'avvocato Coletta -. Dalle verifiche effettuate successivamente e’ emerso invece che c’erano delle cartelle esattoriali per 150.000 e per questo motivo Consip ha deciso recedere dal contratto”.

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La denuncia Consip

"Ieffi ha inviato e fornito a Consip il nominativo del magazziniere nel cui deposito c'erano le mascherine presso l'aeroporto di Guangzhou Byun. Ha quindi segnalato il ritardo nella fornitura ed ha indicato i riferimenti del deposito in cui si trovavano il 18 marzo le mascherine. Consip, seppur dai controlli fatti eseguire dalla Agenzia delle Dogane presenti nell’aeroporto che avrebbero riferito di non avere trovato le mascherine, ha risolto il contratto non per il presunto inadempimento della Biocrea ma per la falsità della autocertificazione resa sui debiti di 150 mila e risalenti al 2010 della società. E per i motivi di risoluzione operati da Consip, che noi riteniamo illegittimi, comunque ricorreremo al Tar”. "Nell'accordo quadro che è stato sottoscritto dalla Biocrea Srl e Consip, nella dichiarazione mendace viene riservata a Consip la facoltà che a fronte di un'emergenza nazionale non avrebbe dovuto recedere il contratto ma chiedere le mascherine. Il mio cliente quindi non si è sottratto al dover fronteggiare un'emergenza nazionale di questa portata. Ci sono i video della produzione delle mascherine ma anche i contratti sottoscritti con le società fornitrici delle mascherine".

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