Coronavirus e lavoro nero, dagli usurai per pagare l'affitto di casa e per mangiare

A Cassino l'epidemia non ha messo in ginocchio solo commercianti e imprenditori ma anche chi, senza contratto, non ha percepito alcun bonus. L'appello di don Benedetto e l'intervento del Prefetto di Frosinone

Costretti a chiedere in prestito soldi a tassi usurai per poter pagare l'affito. Accade a Cassino (Frosinone) dove l'emergenza Coronavirus non ha annientato solo commercianti ed imprenditori ma messo in ginocchio tutta quella fascia di persone 'invisibili' allo Stato ma che lavorano senza sosta e senza contribuiti. Quelle stesse persone che non hanno potuto beneficiare di nessun bonus e che solo con il reddito di cittadinanza non arrivano neanche alla metà del mese. Perchè comprare cibo, mascherine, guanti e disinfettanti comporta una spesa non solo straordinaria ma soprattutto indispensabile.

La richiesta di aiuto

E allora sempre più persone, sempre più padri di famiglia e madri, si rivolgono alle parrocchie di appartenenza: per poter ottenere un pacco alimentare o per vedersi pagare una bolletta. Gli stessi sacerdoti a volte intervengono in prima persona e di tasca loro ma le richieste sono tante e tali da non poter più essere fronteggiate. Ed allora la soluzione finale, per non verdersi cacciato da casa, resta quella del prestito chiesto a persone senza scrupoli. 

L'appello di don Benedetto

"Stiamo cercando anche attraverso una sinergia con Comune e Caritas di fronteggiare un'emergenza senza fine e che sta fortemente minando anche la fede di tantissime persone che si vedono abbandonate. Per questo stiamo cercando in tutti i modi di dare un aiuto concreto a tutti. Un pacco di pasta e una bottiglia d'olio sono sempre pronte insieme a prodotti per l'igiene ma quello che riusciamo a fare è sempre troppo poco - spiega don Benedetto, responsabile della parrocchia di Sant'Antonio a Cassino -. La gente ha bisogno di guadare, di incassare quindi di lavorare. Perchè non c'è umiliazione più grande di quella di dover ammettere di essere senza un centesimo. Abbiamo pagato un'infinità di bollette, dato sostegno a chi era oramai al gesto disperato. Continuiamo in tutto questo ma ora l'emergenza povertà sembra andare di pari passo con le vittime del Covid. Siamo allo stremo. Per questo lancio un appello: i benestanti aiutino chi è in difficoltà. Perchè l'avido è sempre dietro l'angolo pronto a distruggere quanto di buono è stato fatto".

Le sinergie

Il Prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, nelle scorse settimane ha indetto un Comitato per l'Ordine e la Sicurezza proprio sul tema dell'usura ed ha convocato oltre che i vertici provinciali delle forze dell'ordine anche i procuratori di Cassino, Luciano d'Emmanuele e Frosinone, Adolfo Coletta, e i vertici delle tre più importanti banche della provincia di Frosinone. A rappresentare la Banca Popolare del Cassinate c'era il vice presidente Vincenzo Formisano che illustrato un piano di sostegno varato dello storico istituto bancario del Cassinate e destinato proprio a chi vive un momento di difficoltà.Del resto la stessa Banca Popolare del Cassinate nelle scorse settimane ha donato al Comune trecento pacchi di prodotti alimentari distributi tra le famiglie in difficoltà. Il Comitato ha avuto come fine ultimo il mettere in atto un dispositivo di sorveglianza e di confronto, tra magistratura, forze dell'ordine e istituti di credito, finalizzato proprio a stanare chi lucra su questo grave dramma.

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