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La prevenzione

Dal clan dei Casalesi, alle interdittive antimafia: i successi della lotta alla criminalità organizzata

La Guardia di Finanza di Frosinone, nel corso della festa di Corpo, ha reso note le attività svolte negli ultimi tempi. Pugno duro evasori e reddito di cittadinanza. Encomio alla squadra che ha arrestato Elvira Zagaria

Evasione fiscale internazionale, riciclaggio, infiltrazioni malavitose da parte di clan mafiosi, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi: sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio nazionale su cui è concentrata l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi. I dati dell'attività lavorativa della Guardia di Finanza di Frosinone sono stati illustrati nel corso della Festa annuale che si è svolta mercoledì pomeriggio nella splendida cornice della caserma “Cap. M.O.V.M. Manlio Zincone” dove ha sede il Comando Provinciale alla presenza del Prefetto della Provincia di Frosinone, sua eccellenza Ernesto Liguori, del Comandante Regionale Lazio, Generale di Divisione Virgilio Pomponi, del Comandante Provinciale, colonnello Cosimo Tripoli e dai presidenti delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia insistenti  in provincia, intervenuti con i relativi labari. Tra i premiati anche il tenente Daniele Lepore che con la sua squadra investigativa (composta dal luogotenente Marco Muratori, dal maresciallo Alessandro Pace e dall'appuntato scelto Fabio Ferragonio) ha arrestato nel luglio del 2020, Elvira Zagaria, sorella del boss dei casalesi Michele, che da qualche tempo aveva scelto come paese di residenza Boville Ernica.

"L'azione della Guardia di Finanza per il contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo è stata rappresentata dalla massima valorizzazione delle informazioni acquisite nel corso del controllo economico del territorio. In tale ambito, sono stati sviluppati gli accertamenti patrimoniali ed è proseguito il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità insistenti sul territorio della provincia, con l’esecuzione di 21 accertamenti nei confronti di 185 soggetti, persone fisiche e giuridiche, in relazione alle quali sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 40 milioni di euro e sequestrati beni per oltre 1,6 milioni di euro. In tema di misure di prevenzione, inoltre, ai sensi del Codice Antimafia sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 10 milioni di euro anche conseguenti allo svolgimento di  accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare.

Inoltre, è proseguita incessantemente la collaborazione istituzionale con l’Autorità Prefettizia, fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale, nel cui ambito sono stati eseguiti oltre 400 accertamenti, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. Con particolare riferimento al contrasto del riciclaggio di denaro, l’azione volta ad impedire l’introduzione di capitali illeciti nel tessuto economico-finanziario sano del Paese ha consentito di denunciare alla competente Autorità Giudiziaria 44 soggetti, di cui 3 in stato di arresto, per un riciclaggio ed autoriciclaggio complessivamente accertato di circa 70 milioni di euro. In tale ambito, sono state avanzate proposte di sequestro per circa 42 milioni di euro ed eseguiti sequestri per oltre 2,4 milioni si euro. 

Nel corso del 2021 e nei primi cinque mesi del 2022, le attività investigative si sono concretizzate nell’esecuzione di oltre 285 interventi ispettivi, tra controlli e verifiche, e di 84 indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria, che hanno portato alla denuncia di 275 soggetti, di cui 24 tratti in arresto, responsabili di reati fiscali principalmente riferibili all’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione dei redditi. Le frodi all’I.V.A. realizzate attraverso le fatture false, note come frodi carosello, con utilizzo di società cartiere o fantasma, hanno interessato anche il settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi: trattasi di un fenomeno difficile da contrastare per le difficoltà connesse alla dimostrazione della inesistenza delle transazioni, a volte anche su scala internazionale, e con tempi talvolta lunghi per raccogliere le fonti di prova. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili dei reati in materia di imposte dirette ed IVA ammontano a oltre 48 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano ad oltre 653 milioni di euro.

L’azione di contrasto all’economia sommersa ha consentito di individuare 93 evasori totali, vale a dire soggetti economici sconosciuti al Fisco, i quali hanno complessivamente realizzato un’evasione fiscale per oltre 210 milioni di I.V.A. in conseguenza dell’omessa fatturazione o documentazione dei corrispettivi percepiti. Inoltre, sono stati verbalizzati 49 datori di lavoro per aver impiegato 460 lavoratori in “nero” o irregolari. Ammontano, invece, a 54 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione lungo le rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti e presso i luoghi di commercializzazione dei prodotti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore.  Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 131.000 chilogrammi di prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di oltre 96.000 chilogrammi e alla quantificazione di tributi evasi per oltre 124 milioni di euro"

Un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a sostenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo. In questa prospettiva, l’azione dei Reparti della Guardia di Finanza a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, è stata svolta attraverso l’esecuzione di 603 interventi. Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario ammontano ad oltre 2,5 milioni di euro. A fronte dei 603 interventi nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, sono state denunciate complessivamente 350 persone. Con riferimento agli strumenti finanziari della Polita Agricola Comune, sono stati eseguiti 7 interventi che hanno posto sotto la lente di ingrandimento contributi erogati per un ammontare di oltre 286 mila euro".
 
In materia di prestazioni sociali agevolate, consistenti in benefici corrisposti da enti pubblici a favore delle persone più bisognose, sono stati eseguiti 395 controlli, 265 dei quali conclusi con esito irregolare, pari a circa il 70% degli interventi, con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria. Al riguardo, sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria 183 persone, mentre 41 persone sono state segnalate amministrativamente al competente Ente erogante, in quanto indebiti percettori della misura di sostegno reddituale per un ammontare complessivo di oltre 1,3 milioni di euro.

Nel settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 27 persone - di cui 1 tratta in arresto -  per reati in materia di appalti, per corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione: in particolare, il valore degli appalti nei quali sono state riscontrate irregolarità ammonta ad oltre 8 milioni di euro su un valore totale di gare controllate di circa 15 milioni di euro, con un indice di irregolarità del 60%,Sempre nell’ambito del contrasto delle inefficienze e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione, sono stati accertati danni erariali per oltre 140 milioni di euro, in conseguenza dei quali sono state segnalate alla Corte dei Conti 46 persone, con proposte di sequestro di beni per circa 140 milione di euro.

Tale dispositivo concorre con le analoghe attività predisposte dalle Forze di Polizia a competenza generale presenti sul territorio, con le quali intercorre una concreta sinergia operativa vieppiù in considerazione dell’ancor presente emergenza epidemiologica da COVID-19, attraverso l’esecuzione di un dispositivo di prevenzione e controllo, disposto e coordinato dalla Questura di Frosinone, atto ad evitare situazioni che possano generare assembramento e sovraffollamento nelle attività ricettive e ricreative nonché ad assicurare il regolare e fluido svolgimento di tutte quelle situazioni che, per la loro intrinseca natura, possano generare criticità in materia di ordine e sicurezza pubblica. Dispositivo attuato attraverso l’utilizzo di oltre 3000 pattuglie automontate, prioritariamente utilizzate per il servizio di pubblica utilità “117” nonché di ulteriori 2000 pattuglie appositamente istituite per contrastare gli eventuali fenomeni turbativi dettati dalla cosiddetta “movida”.

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