Cronaca Arce

Delitto di Arce, il risarcimento per Carmine Belli potrebbe arrivare da chi nel 2003 lo fece arrestare

Il carrozziere di Rocca d'Arce, ingiustamente accusato di aver ucciso Serena Mollicone e poi scagionato, ha avviato con l'avvocato Nicodemo Gentile, una battaglia legale senza precedenti

I diciassette mesi che Carmine Belli ha trascorso da innocente, in una cella del carcere di Cassino poiché ritenuto l'assassino di Serena Mollicone, potrebbero essere risarciti dagli investigatori che all'epoca lo hanno sottoposto ad interrogatorio. Dai carabinieri che in prima battuta lo hanno interrogato più volte, ai componenti dell'UACV, la squadra anti mostro della Polizia di Stato e senza escludere il magistrato che firmò la richiesta di arresto.

Questa è la strada che intende percorrere l'avvocato Nicodemo Gentile, difensore di Belli, che in questi giorni ha chiesto ed ottenuto dalla Procura di Cassino e dal presidente del Tribunale, l'accesso a tutti i verbali di deposizione rilasciati all'epoca dall'uomo, Belli arrestato il 6 febbraio del 2003 dalla Polizia di Stato, subentrata ai carabinieri quarantacinque giorni dopo il ritrovamento del corpo della studentessa nel boschetto di Fonte Cupa a Fontana Liri. Il sospetto del legale è quello che Carmine Belli, pressato da continui interrogatori e da atteggiamenti vessatori, possa essere stato fatto cadere volutamente in contraddizione.

Nell'udienza che si è tenuta lo scorso 18 giugno a Cassino, nell'aula di Corte d'Assise, il carrozziere per oltre 6 ore ha risposto a tutte le domande poste del pubblico ministero Maria Beatrice Siravo e lui stesso, a distanza di anni e con una certa ironia, ha precisato 'avevano bisogno di uno str...o da accusare ed hanno trovato me'. Del resto sempre durante il processo in Corte d'Assise, che riprenderà dopo la pausa estiva, sono state evidenziate quelle incongruenze investigative evidenziate dall'allora avvocato, il compianto Romano Misserville, che nel 2004 hanno portato il presidente della Corte d'Assise, Biagio Magliocca a dichiarare innocente Carmine Belli che, in caso contrario, avrebbe rischiato l'ergastolo.

Il famoso tagliandino dello studio dentistico, rinvenuto in uno scatolone della carrozzeria e fatto passare per quello che era appartenuto a Serena, in realtà era un pezzo di carta intestata, privo di nome del cliente, del giorno dell'appuntamento. Lo stesso discorso vale per il famoso nastro adesivo, utilizzato dall'assassino o dagli assassini per immobilizzare Serena, rinvenuto all'interno di una vecchia abitazione di Belli. Quell'appartamento era stato lasciato dal carrozziere e dalla sua famiglia, otto mesi prima dell'omicidio di Serena e il proprietario aveva cambiato la serratura. Quindi non poteva Carmine Belli aver lasciato una prova così importante in una casa che non era più sua e nella quale non aveva più messo piede. E soprattutto quel tipo di nastro adesivo è comunemente utilizzato.

Tralasciando le 'prove arronzate' per incastrare un innocente, quello che intende approfondire l'avvocato Nicodemo Gentile, sono i tanti interrogatori, senza avvocato, a quale Belli è stato sottoposto. Una procedura irregolare che oggi sarebbe intollerabile ma che all'epoca dei fatti venne ritenuta dagli investigatori, 'una consueta procedura' ovviamente illegittima come tanti aspetti di questa triste vicenda.

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