Dipendenti della Regione Lazio infedeli, otto indagati dalla Guardia di Finanza (video)

La Procura di Frosinone ha chiuso le indagini e notificato ad alcuni impiegati dell'area decentrata dell'assessorato all'Agricoltura gli avvisi di garanzia per truffa e peculato

Timbravano il cartellino e poi... sparivano. Alcuni addirittura saltando dal muretto posteriore della struttura nella quale lavoravano. Otto persone, dipendenti della Regione Lazio, sono state denunciate dalla Guardia di Finanza di Frosinone per i reati di truffa e peculato.

Le indagini

Gli uomini del colonnello Alessandro Gallozzi, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, hanno notificato ai diretti interessati l'avviso di conclusione indagine. Gli otto dipendenti infedeli della Regione Lazio - Area Decentrata Agricoltura di Frosinone - sono stati incastrati dalle telecamere nascoste posizionate dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, coordinati dal tenente colonnello Claudio Gnoni, su ordine della Procura di Frosinone, il sostituto procuratore Barbara Trotta. Le indagini, che sono state effettuate utilizzando servizi di appostamento, pedinamento ed osservazione - dal mese di giugno al luglio 2016 -, hanno consentito di tenere sotto stretta sorveglianza tutti gli accessi della struttura pubblica. Le specifiche inquadrature delle apparecchiature per la timbratura dei badge e dei tornelli posti all’entrata dello stabile, hanno consentito di scoprire la truffa messa in atto dai 'furbetti del cartellino'.

Lo shopping durante il lavoro

L’analisi degli oltre 4.000 video registrati, raffrontata sia con i tabulati delle timbrature marcatempo, sia con le risultanze emerse dai servizi di osservazione diretta, ha permesso di rilevare il ripetuto comportamento illecito degli 8 dipendenti, i quali, si allontanavano illegittimamente dal luogo di lavoro per fare shopping, o sbrigare faccende personali. Per alcuni di essi era diventata consuetudine recarsi al lavoro, timbrare il cartellino ed uscire immediatamente senza nemmeno entrare nel proprio ufficio; gli stessi poi si ripresentavano nel pomeriggio, scavalcando i tornelli, per timbrare il cartellino a “fine servizio”, cioè alle 17 in punto.

Il video

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Ad incastrare gli otto dipendenti infedeli, residenti a Cassino (l'uomo è andato in pensione da pochi mesi), Ferentino, Segni, Sora, Alatri, Vallecorsa e Patrica, sono state le immagini che li immortalano senza ormbra di dubbio mentre, dopo aver timbrato il cartellino, riuscivano ad uscire senza essere notati o almeno così credevano. Uno degli otto denunciati deve rispondere anche del reato di peculato perché utilizzava l'auto di servizio per scopi personali.
 

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