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Due ragazzini strappati alla famiglia per errore tornano a casa dopo nove mesi di calvario

Uno dei bambini di 11 anni era stato morso dal cane di famiglia nelle parti intime. Ma in ospedale, dove era stato medicato, non era era stato creduto ed era scattata la denuncia d'ufficio per violenza sessuale

Due ragazzini di 11 e 13 anni residenti nel Frusinate e strappati alla famiglia per errore, sono rimasti per bene nove mesi in un centro di accoglienza a Teramo. La vicenda risale appunto a nove mesi fa quando Elena (il nome è di fantasia) una donna di 45 anni che lavora come operaia e separata da tempo dal marito, si è vista togliere i suoi due bambini perchè secondo la Procura che aveva avviato delle indagini, era forte il sospetto che uno dei piccoli fosse stato oggetto di abusi sessuali. Tutto era nato perchè l'undicenne, morso nelle parti intime dal cane di famiglia, era ricorso alle cure ospedaliere. Ma i sanitari che non avevano creduto alla versione del ragazzino avevano fatto scattare la denuncia d'ufficio per l'ipotesi di reato di violenza sessuale su minore.

Il fratello maggiore accusato di violenza sessuale

Sotto accusa è finito il fratello maggiore. L'unico che quel giorno si trovava a casa, da solo con il ragazzino. Nel frattempo gli altri due bambini sono stati accompagnati in una casa famiglia di Teramo. Ma dopo nove lunghissimi mesi, durante i quali la donna ha potuto vedere i suoi bambini di rado e alla presenza degli assistenti sociali, la Procura ha chiuso le indagini con una archiviazione. Il ragazzo è stato prosciolto dalle accuse. 

Sul caso è intervenuto Pignalberi di "Più Italia"

Con l’avvenuta archiviazione la donna aspettava il rientro a casa dei bambini. Invece niernte di tutto questo. Ad occuparsi del caso di Elena anche il presidente nazionale del movimento 'Più Italia', Fabrizio Pignalberi che si è messo in movimento ed ha scritto alla Procura chiedendo il motivo per cui, visto che il procedimento era stato archiviato, il bambini non erano stati restituiti alla madre. Grazie alle sue pressioni, la macchina della magistratura ha accelerato i tempi. Nei giorni scorsi, finalmente, i bambini sono ritornati tra la braccia della loro mamma.

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