Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Cassino

E' morto Gismondi: dal sequestro Rocca alle minacce di attentato ad un magistrato

Esponente di spicco della criminalità, tornato libero da qualche mese dopo anni di carcere, è stato trovato privo di vita in un monolocale a Cassino. La procura ha disposto l'autopsia.

Venne arrestato mentre stava per rapire il figlio, all'epoca ventenne, dell'imprenditore Rocca, il re dei palloncini. Era il 14 febbraio del 1996 e lui, Carmine Gismondi, uno dei criminali più spregiudicati che la storia della nostra provincia conosca, aveva trent'anni. Oggi Gismondi, cinquantacinque anni, è stato trovato privo di vita. In un monolocale in via Ausonia Vecchia a Cassino. Era steso a terra, seminudo, nel bagno. A dare l'allarme una conoscente. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Cassino ed il magistrato Chiara D'Orefice che ha disposto l'autopsia anche se, da una prima ricognizione esterna, sembrerebbe che a stroncare Gismondi, possa essere stato un malore

Il sequestro sventato

Il sequestro a danno del figlio dell'industriale venne sventato da polizia e carabinieri (nella macchina al posto della vittima designata c'erano nascosti il compianto colonnello dei carabinieri, Cristiano Congiu, morto in Afganistan qualche anno fa e l'attuale vice capo della Squadra Mobile di Frosinone, il neo commissario Luigi Zagordi) che lo arrestarono: era lui l'organizzatore e la mente di una banda di malviventi. Venne bloccato nei pressi della villa dei Rocca a Casalvieri mentre era in auto in attesa dell' arrivo dei complici. Nell'autovettura, una Rover, le forze dell'ordine trovarono un fucile a pompa, una pistola, 18 cartucce, un pugnale, due paia di manette, tre passamontagna, sei matassine di filo di ferro, tre paia di guanti, due coperte, una mazza di legno, una macchina fotografica istantanea, un cannocchiale e una torcia.

Le minacce al Gip

Dopo aver scontato una lunga pena per la vicenda Rocca, nel 2012 Carmine Gismondi viene nuovamente arrestato dai carabinieri, questa volta di Cassino, nell'ambito dell'operazione 'Bar dello Sport'. Era considerato uno dei pusher di collegamento tra il mercato casertano e quello cassinate. In quel frangente i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Cassino scoprirono e sventarono un altro progetto criminale studiato da Gismondi e dal suo compagno di cella: un attentato a danno di un Gip di Cassino.

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