Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca Esperia

Esperia, investigatori con il metal detector in casa Teoli: si cerca l'arma del delitto

Carabinieri e uomini dell'Esercito Italiano in azione per individuare con quale oggetto Mario Teoli possa aver assassinato il padre Antonio al culmine di un violento litigio

L'assassino, i carabinieri del Ris ed i militari dell'Esercito Italiano: tutti in cerca dell'arma che ha ucciso, per mano del figlio Mario, lo scorso tre agosto, Antonio Teoli, pensionato di 68 anni. Si torna quindi sulla scena del crimine, nella modesta abitazione di via Monticelli, alla periferia di Esperia dove, ventisette giorni fa, è avvenuta la tragedia familiare. Un violento litigio sfociato in un delitto. Una morte, quella di Antonio Teoli, causata da 4 fendenti all'addome. Colpi di lama, di bottiglia o di un oggetto tagliente del quale ancora oggi non si è trovata traccia.

Giardino e terreni al setaccio

Per questo motivo il magistrato titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Emanuele De Franco, ha disposto le ricerche di eventuali oggetti metallici nel giardino dell'abitazione e nei campi circostanti. I militari dell'Esercito Italiano quindi hanno messo in funzione un sofisticato metal detector che potrebbe quindi 'scovare' il luogo in chi potrebbe essere stata gettata l'arma del delitto.

La perdita di memoria

Mario Teoli, seppur presente alle operazioni di ricerca, non è stato collaborativo. Il quarantenne non ricorda di aver ucciso il padre e tantomeno di aver fatto con qualche oggetto. Per questo motivo, nonostante sia in carcere a Cassino, viene costantemente seguito da uno psicologo che potrebbe quindi rimuovere quel blocco mentale che impedisce anche gli investigatori di capire cosa realmente possa essere realmente accaduto quella sera. 

Le immagini del luogo del delitto

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