Esperia, uccise il padre a coltellate: la perizia conferma la semi infermità mentale per Mario Teoli

Il quarantenne che nel luglio del 2018 al culmine di una violenta lite ha assassinato il padre, è risultato incapace di intendere e volere. Ieri l'udienza preliminare davanti al Gup. A dicembre la sentenza

Al momento del parricidio era incapace di intendere e volere. L'esito della perizia psichiatrica effettuata su Mario Teoli parla chiaro: il quarantenne di Esperia nel sud della provincia di Frosinone che nel luglio del 2018 al culmine di un violento litigio, ha assassinato il padre Antonio, è semi infermo. Il risultato degli accertamenti medici a cui è stato sottoposto l'uomo, sono stati resi noti nel corso dell'udienza con rito abbreviato che si è svolta davanti al Gup del tribunale di Cassino, il dottor Domenico Di Croce.

Il racconto di questo terribile omicidio

Una vicenda dai contorni tristi e di profondo degrado sociale quella che vede come protagonista i due uomini, Mario ed il padre, un pensionato di 68 anni. Un nucleo familiare difficile costellato da lutti, malattie e dipendenze da alcol.

La difesa

E su quest'ultimo fattore hanno puntato i legali di fiducia di Mario Teoli, gli avvocati Mariano Giuliano e Armando Pacione. Quella notte di inizio lungo, nella modesta abitazione lungo la Provinciale ad Esperia, i toni si sono alzati e il litigio è sfociato in tragedia anche a causa dell'abuso di alcol da parte dell'assassino Mario e della vittima, Antonio. Il magistrato titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Emanuele De Franco, ha ricostruito nei dettagli l'intera vicenda riuscendo, con l'ausilio dei Carabinieri del Ris, ad individuare anche l'arma del delitto: un coltello da cucina a lama sottile.

La richiesta di rito abbreviato

La richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali è stata accolta e la sentenza è prevista per il prossimo mese di dicembre. Visto lo stato di salute mentale dell'imputato non si esclude che una volta emesso il verdetto di condanna il giudice possa decidere la detenzione dello stesso presso qualche struttura riabilitativa protetta.  

Il fatto

La sera del 31 luglio 2018 dopo le 21.30 arriva una richiesta di aiuto al 112. Un giovane sostene che il padre sta morendo dissanguato dopo averlo accoltellato. In pochi istanti l'operatore della Compagnia di Cassino ha avviato la procedura di emergenza. Allertato i colleghi di Pontecorvo ed inviato sul posto due ambulanze. Perché il parricida a sua volta è rimasto ferito durante la colluttazione con il genitore. Quando i militari sono arrivati in via Badia lo hanno trovato sotto choc in giardino accanto al padre e con delle escoriazioni alla mani. Per questo è stato condotto al pronto soccorso del 'Santa Scolastica' di Cassino dov'è stato medicato e successivamente sottoposto a fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di omicidio.
 

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