Esperia, la pistola della strage era in uso alle forze dell'ordine e non in vendita

Gli investigatori stanno cercando di capire come, Gianni Paliotta, fosse entrato in possesso dell'arma che negli anni '70 veniva utilizzata da Carabinieri e Polizia

La strage di Esperia era stata studiata a tavolino. Gianni Paliotta, il ferroviere in pensione di 67 anni, aveva premeditato il duplice omicidio dei figli e il suo suicidio. E per farlo ha scelto di utilizzare una pistola che negli anni '70 era in dotazione a Carabinieri e Polizia. Un vecchio modello, non in vendita e che non era autorizzato a detenere. Perché l'uomo, che martedì mattina nel sonno, ha assassinato i figli Mariano ed Isabella, di 27 e 19 anni nella loro casa (in foto in alto) era in possesso di una simile arma? E' la risposta che stanno cercando di avere i carabinieri del comando provinciale di Frosinone unitamente ai colleghi della Compagnia di Pontecorvo.

La perizia 

Per questo motivo il magistrato titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, ha deciso di dare incarico ad un esperto di balistica. Nel frattempo si stanno controllando i verbali degli anni '70 in dotazione alle forze dell'ordine in quel periodo per capire se la pistola, con ancora la matricola ben impressa, possa essere stata rubata e possa essere appartenuta a qualche conoscente di Paliotta o risalente a prima del 1975 quando è entrata in vigore la Legge 110 che obbliga il censimento di tutte le armi comprese quelle da guerra. 

Le indagini

Unica sopravvissuta ad una tragedia senza fine è stata la moglie e la madre dei due ragazzi, Flora Ciferri, un'insegnante di 50 anni che al momento della strage era fuori casa. Questo ha lasciato dedurre che l'uomo, da tempo tormentato da un dubbio passionale, potesse aver agito per vendetta. Ha voluto risparmiare la donna ma punirla per un qualcosa certo non commessa ma che, nella mente del pensionato di 17 anni più grande, era invece presente in maniera ossessiva.

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Le immagini della strage

L'autopsia

Nella giornata di domani, venerdì 24 agosto, il magistrato dovrà conferire l'incarico al medico legale Gabriele Margiotta che avrà il compito di svolgere l'autopsia sui corpi di Gianni Paliotta e dei figli. Mariano, bello ed intelligente era un chimico apprezzato e lavorata in un laboratorio della Capitale. Isabella, neo diplomata in ragioneria ed iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, qualche anno fa era sopravvissuta ad una grave malattia. A salvarle la vita, con la donazione di un rene, era stata la madre Flora.

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