Ferentino, massacra la moglie di botte per un fiasco di vino, condannato a sei anni di carcere

L'uomo, un operaio di 52 anni doveva rispondere oltre che di maltrattamenti in famiglia anche di violenza sessuale nei confronti della coniuge e della figlia minorenne

violenza sulle donne

Aveva massacrato di botte la moglie perchè si era dimenticata di comprare un fiasco di vino da mettere a tavola. L'uomo, un operaio di 52 anni residente a Ferentino  è stato condannato a sei anni di carcere più ad un congruo risarcimento danni. L'uomo oltre al reato di maltrattamenti doveva rispondere anche di violenza sessuale nei confronti della coniuge e della figlia minorenne.

Costretta a sottostare alle voglie del marito

La vicenda risale al giugno scorso quando i vicini di casa allertarono i carabinieri a seguito delle urla che provenivano dalla casa dell'operaio. I  militari giunti sul posto fecero scattare le manette nei confronti dell'uomo. Una volta in carcere la moglie che si era sentita libera di parlare aveva raccontato al magistrato inquirente che il marito la costringeva ad avere rapporti sessuali anche contro la sua volontà e se lei si rifiutava la picchiava con violenza.

La denuncia della figlia minorenne

Anche la figlia che oggi ha poco meno di sedici anni  ha presentato denuncia nei confronti del genitore per averla molestata sessualmente da quando aveva dodici anni. La ragazzina aveva riferito al giudice di tutte quelle volte che l’uomo, soprattutto quando si trovava a letto, le infilava le mani nel suo pigiama toccandole le zone intime. L'adolescente temeva le reazioni del padre soprattutto quando alzava il gomito. Quando rientrava a casa ubriaco era capace di tutto. 

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Ad aiutare la vititma gli operatori di un centro antiviolenza

Tornando al processo, per la vittima la sentenza di ieri ha rappresento la sua liberazione. Sovente a causa delle percosse, la donna era costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso. Poi aveva chiesto aiuto ad un centro antiviolenza. La signora è stata seguita dall’avvocato Sonia Sirizzotti che da anni si occupa di donne maltrattate.

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