Ferentino, muore ed i "parenti serpenti" gli svuotano l'appartamento, ma il giudice li punisce

Ieri il giudice ha condannato due donne, rispettivamente mamma e figlia a tre anni e quattro mesi di reclusione per il reato di tentata estorsione nei confronti della convivente del defunto

Parenti serpernti, recita un vecchio proverbio. Parenti che avrebbero ripulito l'appartamento di un congiunto morto improvvisamente lasciando la convivente di questi in mezzo ad una strada. La vicenda risale al 2012 quando A.R. un operaio di soli 42 anni, residente a Ferentino venne stroncato da un infarto lasciando nella disperazione la convivente di 30 anni. 

Svuotato l'appartamento del parente deceduto

Subito dopo quel decesso però la sorella, i figli ed un amico di familglia si erano recati in quella abitazione e si erano portati via tutti i mobili, elettrodomestici compresi. A detta dei parenti, alla ragazza non spettava nulla, dunque quello che era di proprietà del compagno diventava automaticamente roba loro. La donna che aveva subìto intimidazioni e minacce aveva dovuto piegare la testa e lasciare che i parenti si prendessero tutto.

La denuncia di uno dei fratelli

La vicenda  finisce nelle aule di tribunale quando uno dei  fratelli del defunto, trovando l’abitazione vuota aveva presentato una denuncia in procura per sottrazione di immobile. A detta dell’uomo quello che si trovava all’interno di quell’appartamento faceva parte dell’asse ereditario. Invece i cari parenti senza fargli sapere nulla si erano portati via tutto.  Nel frattempo la convivente del defunto aveva presentato denuncia per appropriazione indebita e tentata estorsione.

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La sentenza

A conclusione delle indagini  tutti e quattro erano finiti sotto processo. Nella giornata di ieri il giudice ha pronunciato la sentenza. La sorella ed uno dei figli sono stati condannati a tre anni e quattro mesi di reclusione per tentata estorsione.  Entrambi sono stati condannati anche al risarcimento danni alla convivente del defunto che si era costituita parte civile tramite l’avvocato Pierluigi Taglienti. Assolti gli altri due imputati. Nel collegio difensivo gli avvocati Mario Cellitti e Christian Alviani.

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