Inquinamento Sacco, dall'Arpa nuovi preoccupanti dati. Ecco cosa c'è nel fiume

Il Sindaco di Sgurgola Corsi, ha comunicato i dati allarmanti dell'ultimo rapporto dai quali emergono quali sono le sostanze inquinanti

Dalla riunione convocata da Beccidelli ad Anagni, riguardante la situazione politica attuale dopo la crisi dell'amministrazione, arriva una vera e propria "bomba ecologica” lanciata dal sindaco Antonio Corsi che riguarda il fiume Sacco. Il primo cittadino di Sgurgola nella mattinata di ieri aveva ricevuto i dati non poco allarmanti di quanto accade sul fiume che attraversa la sua cittadina, dopo la strana moria di pesci avvenuta nel suo comprensorio una ventina di giorni prima.

Il rapporto Arpa

Il rapporto dell’Arpa afferma senza mezzi termini.  "Comune di Sgurgola: Trattasi di acque con caratteristiche non riconducibili a quelle proprie di acque naturali per la presenza di cloroformio, piombo, cromo totale, e pesticidi totali ( esaclorocicloesano) nonché per le elevate concentrazioni di CUID, solidi sospesi, alluminio e presenza di indicatori di contaminazione fecale ( E. Col), questi ultimi in concentrazione maggiore rispetto ai campioni 2415,2416, 2417 prelevati a valle” segue la firma del responsabile risorse idriche Dott. Marco Le Foche.

Arpa Lazio-2

Depuratori non a norma 

"Non si scappa - dichiara il sindaco Corsi durante il suo intervento nell'incontro ad Anagni - non ci sono alternative. Non ci sono depuratori a norma e ciò significa che tutto l’inquinamento del Fiume Sacco, a partire da Colleferro, ancora deve venire e, nonostante sia stato proclamato SIN di interesse Nazionale, spetta al Ministero dell’Ambiente gestire questa situazione, con la disperazione degli amministratori locali che non sanno più a quale santo voltarsi quando vengono interpellati dai cittadini".

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Situazione esplosiva. Urgono soluzioni  

Una situazione esplosiva quella del fiume Sacco, per il quale è urgentissimo prendere provvedimenti per la salvaguardia dell’indotto agricolo del comprensorio. In caso contrario, l'economia locale che ruota intorno al comparto alimentare potrebbe risentirne. È perciò sempre più urgente la questione del depuratore industriale della Città di Anagni, che ovviamente ancora non scarica a norma e per fortuna, o meglio per sfortuna, alcune fabbriche hanno cessato la loro produzione. Chissà cosa avrebbero scaricato su quel povero fiume tutti i comuni adiacenti e le industrie che gravitano intorno al rivo, le cui acque da diversi anni non sono più limpide e che l’uomo ha reso pericolose per la sua stessa salute.
 

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