Formello, la sfarzosa Villa Sandra è un bene della comunità che sarà trasformata in casa Famiglia

È ora ufficialmente un bene pubblico Villa Sandra, la sfarzosa residenza situata nel territorio comunale di Formello e sequestrata alla ‘ndrangheta nel 2011. Il Comune di Formello ha ottenuto ieri pomeriggio dall'Agenzia nazionale dei beni...

Formello notturno

È ora ufficialmente un bene pubblico Villa Sandra, la sfarzosa residenza situata nel territorio comunale di Formello e sequestrata alla ‘ndrangheta nel 2011. Il Comune di Formello ha ottenuto ieri pomeriggio dall'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata il decreto di assegnazione definitiva della villa, proprio mentre è in corso nella struttura un campo di volontariato organizzato da Libera. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di realizzare al suo interno una casa famiglia per minori.

Con Villa Sandra proprietà pubblica, tra le varie Mafie Capitali ora c'è un baluardo in più”, ha dichiarato il sindaco di Formello, Sergio Celestino.

Di solito, da quando lo Stato confisca un immobile alla mafia a quando si riesce effettivamente a riutilizzarlo, tra ricorsi, processi e gradi di giudizio passano anche dieci anni, il bene si degrada e da opportunità diventa un problema, rischiando di vanificarne anche la forza simbolica. Questa volta è stato diverso: lo Stato ha utilizzato una procedura senza precedenti che in due anni dal sequestro definitivo ha dato ai cittadini un bene che era dei mafiosi . In un comune dell’area metropolitana, dove è sempre necessario vigilare sul rischio di infiltrazioni, fare Antimafia Capitale è quindi possibile. A Formello lo facciamo da anni insieme al presidio Libera, alla società civile, alle scuole e alla rete di Avviso Pubblico contro le Mafie, e continueremo a farlo", ha concluso il Sindaco Celestino.

Alla cerimonia di ieri pomeriggio a Villa Sandra erano inoltre presenti Rita Visini, Assessore Politiche Sociali e Sport della Regione Lazio, Giampiero Cioffredi, Presidente dell'Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, funzionari dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati, di Libera e cittadini del quartiere Castel de’ Ceveri.

Alla cerimonia di ieri pomeriggio a Villa Sandra erano presenti Sergio Celestino Sindaco di Formello, Rita Visini, Assessore Politiche Sociali e Sport della Regione Lazio, Giampiero Cioffredi, Presidente dell'Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, funzionari dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati, di Libera e cittadini del quartiere Castel de’ Ceveri.

REGIONE LAZIO AL COMUNE DI FORMELLO VILLA SANDRA

È ufficialmente un bene pubblico Villa Sandra, la residenza di oltre 3.500 metri quadri situata nel territorio comunale di Formello e sequestrata alla ‘ndragheta nel 2012. Il Comune di Formello ha ottenuto ieri dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata il decreto di assegnazione definitiva della villa, proprio mentre è in corso nella struttura un campo di volontariato organizzato da Libera. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di realizzare al suo interno una casa famiglia per minori.

L’iter per il riutilizzo sociale di Villa Sandra è stato molto più rapido di quanto avviene normalmente: per la prima assegnazione temporanea della villa, di cui ha beneficiato la Cooperativa sociale Sinergia, non si è attesa la condanna e la confisca definitiva in Cassazione, ma è bastato il primo grado di giudizio. Un procedimento sperimentale accelerato che adesso sarà possibile per tutti i beni sequestrati nel Lazio grazie a un protocollo d’intesa stipulato tra Regione Lazio, Roma Capitale, Tribunale e Procura di Roma e sottoscritto anche da organizzazioni del volontariato e della cooperazione sociale.

La rapida assegnazione dei beni sequestrati prima della confisca definitiva è fondamentale per un loro riutilizzo efficace: quando i tempi per le assegnazioni sono troppo lunghi, il rischio è che le strutture restino abbandonate e diventino inutilizzabili, o richiedano ristrutturazioni onerose.

“La storia di Villa Sandra è una grande vittoria delle istituzioni”, commenta l’Assessore regionale alle Politiche sociali e allo Sport Rita Visini. “Non c’è smacco più grande che si possa fare alla criminalità organizzata del trasformare immediatamente i simboli del potere illegale e della prevaricazione mafiosa in spazi pubblici di attività sociale. Il nostro obiettivo è quello di far diventare l’esperienza di Formello una prassi consolidata che ci permetta di riassegnare in tempi rapidi tutti i beni sequestrati per metterli al centro del sistema di welfare comunitario del Lazio”. Per l'Assessore Visini “con queste buone pratiche affermiamo una dimensione politica, perché si restituisce alla popolazione la fiducia nelle istituzioni e nella vita democratica delle nostre comunità”.

“Il riutilizzo sociale dei beni confiscati ci aiuta a capire l’importanza di aggredire le mafie nei suoi interessi economici, affermando anche un forte principio di valore culturale, etico, educativo", aggiunge Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio sicurezza e legalità della Regione Lazio. "Una gestione sociale dei beni sequestrati dimostra che le mafie non sono invincibili e possono essere contrastate con efficacia quando lo Stato e le Istituzioni riescono a fare sistema con le forze sane della società”. "A Roma e provincia - continua Cioffredi - questo tema è particolarmente rilevante perché solo negli ultimi 18 mesi sono stati sequestrati alle mafie 849 immobili e 339 aziende e grazie al giudice Guglielmo Muntoni e al procuratore Giuseppe Pignatone possiamo sperimentare forme innovative di riutilizzo sociale che rappresentano, come nel caso di Formello un nuovo e modello di contrasto alle mafie fatto di alleanze tra magistratura, forze di polizia, istituzioni locali e forze sociali".

“Con Villa Sandra proprietà pubblica, tra le varie Mafie Capitali ora c'è un baluardo in più”, sottolinea il sindaco di Formello, Sergio Celestino. “In un Comune dell’area metropolitana, dove è sempre necessario vigilare sul rischio di infiltrazioni, fare Antimafia Capitale è possibile. A Formello lo facciamo da anni insieme al presidio Libera, alla società civile, alle scuole e alla rete di Avviso Pubblico contro le Mafie, e continueremo a farlo".

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