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Maxi evasione dell'Iva, arrestato un noto imprenditore (foto e video)

La Guardia di Finanza di Frosinone e la Procura di Latina hanno scoperto la frode carosello. Nei guai anche due collaboratori

Dichiarazione fraudolenta. Con questa accusa i i finanzieri del comando provinciale di Frosinone, coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno arrestato un imprenditore residente ad Aprilia ma con attività anche in provincia di Frosinone. Altre due persone sono invece indagate per il delitto di dichiarazione fraudolenta ai fini I.V.A. mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Simona Gentile, sono scaturite da un controllo fiscale effettuato nel corso dell’anno 2019 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone nei confronti di una società di capitali, con sede ad Aprilia, operante nel settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi. L’azienda di Aprilia, in particolare, era stata individuata nell’ambito di una pregressa attività di polizia tributaria svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone nei confronti di un’altra impresa ciociara operante nel medesimo settore, che ha permesso di individuare una complessa e sofisticata frode fiscale, diffusa su tutto il territorio nazionale, che consentiva la vendita di carburante a prezzi fuori mercato.

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I riscontri portati avanti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di rilevare che la società apriliana risultava essere inserita in un articolato e collaudato sistema di “frodi carosello” nel settore dell’I.V.A., fondato sull’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da imprese fittizie site su tutto il territorio nazionale, interposte strumentalmente nelle operazioni commerciali di compravendita del gasolio tra effettivi cedenti ed il reale destinatario, che consentiva alla stessa di evadere le imposte sul valore aggiunto utilizzando nelle dichiarazioni annuale fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, per oltre 6 milioni di euro.

Gli accertamenti hanno consentito di individuare anche l’effettivo amministratore di fatto della società, identificato in un imprenditore pontino, con precedenti e che in passato ha ricoperto anche cariche pubbliche nell’Amministrazione comunale di Aprilia. Lo stesso, al fine di non ricondurre a sé la titolarità delle quote della citata società, nonché la gestione della stessa e, quindi, evitare eventuali responsabilità amministrative e penali, si era rivolto ad un “faccendiere”, il quale successivamente ha provveduto a reclutare apposite “teste di legno”.

In tale contesto, è stato accertato come questi ultimi, a fronte del pagamento di piccole somme di denaro, anche in ragione delle loro disagiate condizioni economiche, si sono prestati ad assumere “fittiziamente” la titolarità delle quote, nonché l’amministrazione di diritto della società. 

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