Ancora guai per il presidente di Federlazio, accusato di evasione e frode fiscale

La Guardia di Finanza, che aveva avviato un'indagine dopo un'aggressione a danno di sottufficiale, negli uffici del presunto mandante avrebbe trovato fatture false collegate ad Ortopedia Italia. Alessandro Casinelli indagato insieme ad altre sei persone

Un imprenditore pontino, ritenuto dagli inquirenti il 're delle false fatturazioni' sarebbe stato 'assoldato' da sette ciociari per fornire 'pezze di appoggio' e consentire quindi una presunta mega evasione fiscale. E' quanto hanno scoperto i finanzieri di Latina e Frosinone nel corso una meticolosa indagine che ha portato a finire nuovamente nel mirino della magistratura il presidente di Federlazio Frosinone, Alessandro Casinelli.

La frode fiscale

Questa volta l'imprenditore (coinvolto nella presunta truffa da 2 milioni ed 800 mila di euro a carico dell'ambasciata di Libia in italia) è finito iscritto nel registro degli indagati della Procura di Frosinone per il reato di frode fiscale. E per questo motivi finanzieri ciociari avevano anche dato esecuzione ad un sequestro preventivo da tre milioni di euro. Conti correnti bancari, auto, beni immobili e persino una lussuosa barca ancorata nel porto di Terracina dal valore di oltre duecentomila euro (un sequestro annullato nei giorni scorsi come riferito dall'avvocato Nicola Ottaviani difensore del presidente Casinelli). Con lui, a finire nei guai, sono stati il padre Ugo Casinelli e diversi sui collaboratori compresi Giorgio Rea, l'amministratore unico di diverse società facenti riferimento ai Casinelli, e sua moglie Patrizia Ferri legale rappresentante di alcune cooperative.

Il pestaggio di un finanziere

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Adolfo Coletta, hanno preso il via dopo una verifica fiscale avviata dalla Guardia di Finanza di Frosinone su segnalazione dei colleghi di Latina. Il tutto avrebbe avuto inizio dopo che le fiamme gialle pontine, che stavano indagando su una presunta serie di illeciti commessi da alcune cooperative, hanno arrestato un imprenditore, Angelo Fanfarillo, ritenuto vicino ai componenti di Mafia Capitale ed accusato di essere il mandante del pestaggio di un finanziere che, proprio su presunto giro di false fatture aveva messo il naso. Un uomo scomodo il vice comandante della Guardia di finanza di Cisterna, Gaetano Reina, che rimase vittima di una brutale aggressione a due passi dalla stazione ferroviaria. Vennero arrestati due albanesi e ben presto gli inquirenti si convinsero che il mandante di quello che sarebbe stato un tentativo di omicidio sarebbe stato proprio Fanfarillo, che non aveva gradito le indagini avviate dal solerte sottufficiale. 

I documenti 'scottanti'

Nel corso del processo per il violento pestaggio accade che tre testimoni ritrattano e quindi la finanza e la polizia di Stato di Terracina avviano un'altra indagine che, due anni fa, portò all'arresto sia di Fanfarillo che dei tre testi, ipotizzando che quest’ultimi fossero stati corrotti dall’imprenditore per mentire in aula. A seguito di questo nuovo provvedimento restrittivo in casa Fanfarillo viene effettuata una perquisizione che consente agli investigatori di trovare una serie di documenti inerenti fatture emesse a favore di cooperative con sede a Frosinone ma tutte facenti capo ad Ortopedia Italia. E da questo momento in poi si è cercato di scoprire il nesso tra un imprenditore accreditato e con cariche importanti ed uno che aveva avuto una lunga serie di vicissitudini giudiziarie.

Il sodalizio 

Quello che ha scoperto la Procura ciociara è tutto racchiuso nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dal magistrato Coletta a carico di sette persone tutte residenti tra Frosinone, Sora ed Arpino. A carico di Alessandro Casinelli il sostituto procuratore scrive: "perchè con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in qualità di legale rappresentante della Service & Service al fine di consentire l'evasione sull'imposta dei redditi emetteva nei confronti della SMS e della Ortopedia Italia srl, fatture relative ad operazioni inesistenti". Nel dossier su Fanfarillo trasmesso dalla brigata di Cisterna ai colleghi della Tributaria di Frosinone, impegnati nelle indagini su Casinelli e gli altri, emerge così che la documentazione sequestrata nel 2016 all’imprenditore di Cisterna e sinora esaminata ha fatto ipotizzare alle Fiamme gialle la costituzione di un’associazione per delinquere finalizzata a una “serie indeterminata di reati principalmente di natura fiscale e fallimentare”.
 

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