"Spegnete la sigaretta", marocchino massacrato di botte da due persone

L'uomo è stato preso a calci e pugni davanti ad un bar in via dei Cavoni, dopo averlo visto a terra sanguinante i due si sono dati alla fuga. Ha riportato una ferita al volto sulla quale sono stati messi sette punti di sutura

Massacrato di botte da due avventori soltanto perché aveva detto loro di non entrare in un locale con la sigaretta accesa. Il fatto  che poteva avere conseguenze peggiori è avvenuto domenica scorsa in un bar ristorante di via Cavoni nella parte bassa di Frosinone.

La vittima

Vittima del pestaggio, un marocchino di 46 anni da tempo residente nel capoluogo ciociaro, che si guadagna da vivere svolgendo lavori di giardinaggio. Domenica il giardiniere si trovava fuori del locale quando ha visto due soggetti, in compagnia di una donna, che stavano entrando nel bar ristorante con la sigaretta accesa tra le mani. Lo straniero aveva fatto notare loro che stavano trasgredendo la legge e che se volevano entrare nel locale dovevano spegnere le sigarette.

Gli insulti e le botte

I trasgressori però invece di ascoltare i suoi consigli hanno cominciato ad insultarlo prima per il colore della sua pelle e poi perchè si stava interessando di cose che non lo riguardavano. Dalle parole ai fatti il passo è stato breve. Il marocchino è stato preso a calci e pugni. Soltanto quando lo hanno visto per terra sanguinante i due si sono dati alla fuga.

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La chiamata ai soccorsi

La proprietaria del locale terrorizzata da quella scena ha avvisato il centralino dei carabinieri. Ma quando i militari sono giunti sul posto, gli aggressori si erano già dileguati. Il marocchino, trasportato nel vicino ospedale ha riportato una ferita al volto che ha richiesto sette punti di sutura ed ecchimosi in gran parte del corpo.  Indagini a tutto campo per scovare gli autori di questa feroce aggressione che ha riportato alla mente il povero Emanuele Morganti, ucciso dal branco per futili motivi. 

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