Corruzione e concussione all'Agenzia delle Entrate per 'regolarizzare' rendite catastali, 37 indagati

La Procura di Cassino ed i Carabinieri hanno concluso la seconda tranche dell'indagine 'Pesce giallo'. Nei guai un altro impiegato geometri e agenti immobiliari residenti in tutto il Frusinate

Un fermo immagine del video delle forze dell'ordine

Corruzione, abuso d'ufficio, induzione alla concussione e truffa: questi i resti che la Procura di Frosinone ed i Carabinieri del Norm della Compagnia di Frosinone agli ordini del comandante provinciale, il colonnello Fabio Cagnazzo, contestano a 37 persone residenti in tutta la provincia e che sono finite coinvolte nella seconda tranche nell'indagine 'Pesce giallo' che, lo scorso mese di novembre, ha portato all'arresto di tre dipendenti dell'Agenzia delle Entrate-Ufficio del territorio, oggi anche licenziati. Le indagini, che non si sono mai fermate, hanno consentito di individuare 20 geometri, 4 agenti immobiliari e 9 tra consulenti e utenti, che avrebbero tratto beneficio dai comportamenti illeciti dei tre. L'inchiesta, che ha avuto il coordinamento del sostituto procuratore Adolfo Coletta, ha consentito di individuare anche un altro impiegato dell'Agenzia delle Entrate, G.M. di 63 anni, nei cui confronti sono stati raccolti elementi di colpevolezza per i reati di truffa e abuso d'ufficio.

Gli accertamenti

Continuano da parte dei Carabinieri della compagnia di Frosinone, in collaborazione con esperti dell'ufficio del territorio, gli accertamenti circa la regolarità delle rendite catastali attribuite negli anni a grandi complessi immobiliari in ambito provinciale.

L'indagine

Un vero e proprio 'terremoto' all'interno di una pubblica amministrazione quello provocato dell'indagine 'Pesce Giallo' che i Carabinieri del NOR della Compagnia di Frosinone, agli ordini del maggiore Matteo Branchinelli e del luogotenente Angelo Pizzotti. Gli investigatori sono riusciti a individuare un "malvezzo sistema" teso ad ottenere ingiusti compensi a danno degli utenti dell'Agenzia delle Entrate-Ufficio del Territorio da parte di 3 dipendenti, C.A. di anni 52 di Alatri, C.D. di anni 51 di Pico e M.C. di anni 58 di M.S.G. Campano, arrestati il 13 novembre 2019 poiché responsabili a vario titolo di "concussione, corruzione, abuso d'ufficio e truffa". A far proseguire gli accertamenti sono state oltre che le dichiarazioni fornite dagli arrestati anche gli altri accertamenti investigativi. Quello attuato dai tre era divenuto un sistema collaudato da cui traevano beneficio a loro volta tanti liberi professionisti e utenti. 

Le pratiche facili

Propri i cittadini, consapevoli del disonesto modo di agire dei tre infedeli impiegati, al fine di ottenere ingiuste "agevolazioni" concernenti sicure e rapide approvazioni di pratiche catastali (successioni, accatastamenti e rilascio di varie visure) riuscivano a bypassare l'iter previsto, elargendo agli arrestati compensi in denaro o regali. Un comportamento deplorevole che, come si evince dalle indagini, avrebbe recato significativi danni erariali non ancora quantificati, oltre al grave danno di immagine per l'Ente. Allo stato non si escludono anche atti amministrativi da parte dell'Agenzia delle Entrate nei confronti del quarto impiegato ad oggi indagato.
 

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Le immagini che incastrano i dipendenti dell'agenzia delle entrate

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