Diventa disabile e la convivente vuole cacciarlo di casa, l'odissea di un pensionato (video)

L'anziano di 75 anni adesso vive relegato in una stanza, ad occuparsi di lui le assistenti domiciliari che provvedono alla sua igiene personale, a fare la spesa ed a somministrargli le medicine per la sua sopravvivenza

Giuseppe Della Rocca

"Sono stato buttato via dalla mia compagna come si getta una vecchia ciabatta". A parlare è Giuseppe Della Rocca  un  pensionato di 75 anni  che adesso rischia di finire in mezzo alla strada perché da quando si è ammalato la convivente si rifiuta di accudirlo.

L’odissea del pensionato comincia  circa due anni fa  quando  era stato costretto a sottoporsi a due delicate operazioni.  Da quel momento infatti l’atteggiamento della compagna una donna di 65 anni a  detta dell’uomo era totalmente cambiato. "Mi dice che sono uno storpio, una persona inutile  e  che  lei non ha alcuna  intenzione di farmi da badante". Questo è quanto ha riferito  l’anziano  in merito ai rapporti che si sono venuti a creare adesso con la convivente.

La convivenza

Per la cronaca va detto che la sua relazione sentimentale con la proprietaria della casa dell’Ater, era iniziata decina di anni fa, quando lui , separato e con figli,aveva deciso di ricostruirsi una vita. Quella signora così affabile ed ancora molto piacente l’aveva stregato. Così quando la donna glielo aveva proposto, lui aveva accettato di coabitare in quell’appartamento. E proprio per stare in regola con la legge aveva presentato all’Ente domanda di estensione. Nello specifico, significa che l’Ater , a seguito di questa domanda, deve dare il suo benestare circa la persona che convive con l’intestatario. Domanda che in quel caso era stata accolta.

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La malattia che gli ha sconvolto la vita 


Quindi il settantantacinquenne non doveva essere considerato un abusivo. Poi, due anni fa, la malattia che gli ha sconvolto la vita. La convivente, che non aveva accettato assolutamente di fare la badante ad una persona bisognosa di cure, sempre a detta del signor Giuseppe, aveva cominciato a maltrattarlo e a dirgli che da quella casa se ne doveva andare. Ma l’uomo, fuori da quell’appartamento, non saprebbe proprio dove andare. A causa di quella patologia gli è stata riconosciuta anche l’invalidità. Ma nonastante quel sussidio e la misera pensione che prende non potrebbe mai permettersi di pagare un appartamento in affitto. E lui, vecchio e bisognoso di cure, chiede soltanto di avere un tetto sulla testa.

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L'aiuto dei servizi sociali

“Al momento - ha riferito l’anziano a frosinonetoday.it - vivo relegato in una stanza. A causa di questa situazioine sono stato costretto a rivolgermi ai servizi sociali. Adesso vengo curato dalle assistenti domiciliari che, per alcune ore a settimana, si recano nell’abitazione per lavarmi, fare la spesa e somministrarmi le medicine necessarie alla mia sopravvivenza. Dall’altra parte, purtroppo ho trovato un muro. Anzi la mia convivente, mi ha querelato perché dice che l’ho minacciata”. Io  mi sono rivolto agli avvocati Lucia Melone e Pierluigi Taglienti per essere rappresentato nelle opportune sedi".
Una guerra dei “Roses”  destinata dunque ad avere anche risvolti penali. L’ultima parola spetterà al giudice che in sede di udienza civile, dovrà decidere se l’anziano potrà restare in quella casa o se invece dovrà abbandonare quell’alloggio popolare. Ma forse prima della legge italiana dovrebbe arrivare la legge del cuore.

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