Cronaca Asse attrezzato

Prima le sposavano e poi le facevano prostituire sull'asse attrezzato. Scoperta una banda di 20 persone

Erano diventati i "controllori" dell'importante strada di collegamento tra il casello di Ferentino e la zona industriale di Frosinone e per anni, sfruttando le loro donne, avevano messo su un grosso giro di affari

Arrivavano nel capoluogo ciociaro con la promessa di un matrimonio e di una famiglia. Ma una volta sposate i mariti le portavano a "battere il marciapiede" nella zona dell'asse attrezzato a Frosinone. E questo quanto emerso dall'inchiesta portata avanti dal pubblico ministero Monica Montemerani che si è conclusa dopo tre anni di indagini e che ha portato sul registro degli indagati venti persone. 

La scomparsa e l'inchiesta

L’inchiesta era stata avviata a seguito della sparizione di una ragazza rumena. A segnalarne la scomparsa in questura  alcune prostitute.  Dalle indagini portate avanti in tal senso era emerso che lungo lo stradone dell'Asse Attrezzato si era radicata una banda ben organizzata dedita allo sfruttamento della prostituzione. E proprio in quel frangente venne fuori che gran parte delle ragazze che si prostituivano erano costrette dai loro mariti  a battere il marciapiede.

Le botte e le torture

Quelle che osavano ribellarsi venivano picchiate e torturate. I coniugi che di notte si trasformavano in protettori, controllavano persino il tempo che le lucciole dedicavano ai clienti.  Più ne riuscivano a soddisfare, maggiori erano i loro guadagni.Tutto il denaro entrava nelle loro tasche. Soltanto una parte veniva versata ad un personaggio che rivendicava l’affitto per l’occupazione del suolo pubblico nella zona dove operavano le "passeggiatrici".

La conclusione delle indagini

Nei giorni scorsi si è tenuto l’avviso della conclusione delle indagini preliminari. Sul registro degli indagati venti persone che debbono rispondere di sfruttamento della prostituzione.Tra i legali del collegio difensivo l’avvocato Alessandro Loreto del Foro si Frosinone. Per la cronaca proprio nei giorni scorsi ha compiuto sessanta anni la legge Merlin che aveva introdotto nel codice penale il reato dello sfruttamento della prostituzione.

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