Frosinone, i partiti vuoti e senz’anima se non si riscopre la “questione morale”

In occasione delle prossime elezioni di primavera i partiti dovrebbero dare una dimostrazione di onestà intellettuale e di rispetto nei riguardi dei cittadini.

Arturo Gnesi-3

In occasione delle prossime elezioni di primavera i partiti dovrebbero dare una dimostrazione di onestà intellettuale e di rispetto nei riguardi dei cittadini.

La proposta di candidare Bertolaso a Roma partendo dal dogma che “le accuse sono infondate e ridicole” autorizza chiunque e in qualsiasi parte a candidare personaggi già rinviati a giudizio o condannati per reati legati alla gestione dei fondi pubblici. i partiti sono spariti dall’orizzonte della gente comune perché non sanno interpretare i bisogni e le speranze contemporanee e la candidatura di soggetti “chiacchierati” aggrava la situazione. I partiti da sempre sono stati la cinghia di trasmissione tra le richieste locali e il potere centrale hanno mantenuto il loro ruolo e salvaguardato la loro esistenza destinando fondi e finanziamenti e alla terra di appartenenza. E’ sempre stato forte il legame tra il popolo e il partito che oltre alla culla ideologica era anche il luogo dove il cittadino si sentiva a casa perché c’era condivisione, solidarietà e partecipazione. Soprattutto non mancava il dibattito, il comune sentire per i temi e i problemi che riguardano la vita di tutti i giorni, scuola, sanità, sviluppo, occupazione, qualità della vita, sicurezza, inquinamento e energie sostenibili. Il mondo dentro una stanza con i grandi maestri del pensiero contemporaneo che rafforzavano l’idea della solidarietà, della giustizia, della pace e della democrazia. I partiti sono stati interpreti della trasformazione culturale ed economica, sono stati i traduttori di un’Italia contadina che lanciava la grande sfida al futuro per uscire dalla povertà, dall’emarginazione e dal sottosviluppo. I partiti come lievito culturale, come scuole di pensiero, come selezione ed addestramento per affrontare il governo delle città, i partiti che sapevano coniugare speranza e futuro, concretezza ed idealità, provvisorietà e lungimiranza ideale. Da tempo i partiti hanno perso la bussola, dopo essere stati per anni i santuari del potere e le agenzie dì collocamento per amici ed elettori oggi avendo meno risorse a disposizione riescono a controllare meno voti e non possono per questo essere determinanti nelle scelte locali. I partiti ormai sono il salvacondotto di una nomenclatura che bada a irrobustire i legami con il potere economico e finanziario senza curarsi della quotidianità. Abituati ad essere un po’ più in alto degli altri e ad avere qualche privilegio in più della gente comune si sono montati la testa tant’è che appaiono insensibili e talvolta irritati dalle situazioni di degrado e povertà sociale, purtroppo ancora presenti nelle nostre comunità. I partiti conoscono la fuga dei tesserati, il fallimento delle sezioni, il default delle iscrizioni ma non hanno mai conosciuto la fame o la disperazione di chi sta senza un centesimo in tasca. I partiti pagano per i propri errori non ultimo quello di non aver mai combattuto la corruzione e l’illegalità che fiancheggia gli appalti o infiltra il settore della pubblica amministrazione, non ha mai alzato usato la mano pesante contro le persone chiacchierate e colluse che in questi anni più che dei problemi pubblici si sono dedicati a fatti personali. Sono amareggiato perché senza i partiti sani e trasparenti la società è culturalmente più povera. Il problema non riguarda Bertolaso che è solo la punta di un iceberg, ma tutti i partiti di destra e di sinistra, lega compresa. Ci vuole il coraggio di combattere, talvolta senza mediazioni o compromessi e bisogna correre il rischio di perdere se questo serve a non svendere la propria terra e la propria storia . il sindaco dott Arturo Gnesi

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