Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

"Umiltà e sofferenza contro il crimine. Sin da piccolo non sopportavo le ingiustizie"

Parla il nuovo procuratore capo di Frosinone, Antonio Guerriero che racconta anche delle minacce ricevute dal clan dei Casalesi quando si è occupato di ecomafia

Un'intervista-confessione che scava anche nell'infanzia del nuovo procuratore capo di Frosinone, Antonio Guerriero. Il bravo magistrato, nativo di Avellino e fino a qualche mese fa procuratore capo a Teramo, ha un curriculum professionale di caratura e in un'intervista rilasciata alla collega Stefania Marotti de Il Mattino edizione di Avellino, ripercorre gli inizi della carriera e le tante esperienze accumulate sul campo. Dalle minacce ricevute dalla camorra casertana alle indagini sull'attentato al procuratore di Avellino, Gagliardi.

Il senso di Giustizia

"Fin da bambino, con sgomento, ho potuto constatare quanta ingiustizia venisse perpetrata contro i più deboli da parte dei potenti, sono 'montagne di ingiustizie' messe in atto dal più forte che resta impunito. Dopo più di 40 anni di carriera so bene quanto sia difficile prendere decisioni sulle persone, l'obiettivo resta quello di estirpare il male della società".

Le minacce di morte

"Dal 1995 al 2007 ho lavorato alla Procura di Napoli occupandomi delle più pericolose organizzazioni criminali tra cui quella dei Casalesi con ripercussioni sulla mia vita privata. Per oltre venti anni ho vissuto con la protezione delle forze dell'ordine. Tra le mie inchieste anche diverse sulla 'terra dei fuochi', sulla quale le organizzazioni criminali hanno sempre ricavato enormi profitti".

La pandemia e il business

"Le organizzazioni si stanno infiltrando nelle piccole province (come Avellino ndr) facilitate da una crisi economica anche e soprattutto accentuata dalla pandemia. Questo costituisce l'occasione per allagare i profitti illeciti".

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