Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Troppo gravi le ustioni, muore il detenuto del carcere di Frosinone che aveva dato fuoco alla sua cella

L’uomo, trasferito in ospedale in condizioni molto difficili, non è riuscito a superare le difficili condizioni in cui si era ridotto

Non ce l’ha fatta a recuperare dalle gravi ustioni che si era provocato dando fuoco alla sua cella all’interno del carcere di Frosinone. È di questi minuti la notizia della morte di C.M. il detenuto è morto in ospedale a causa delle ustioni riportate in tutto il corpo. Un vasto incendio che aveva anche provocato l’intossicazione di un altro detenuto e di cinque agenti della polizia penitenziaria che prontamente avevano provveduto ad evacuare la sezione poiché i detenuti presenti avevano manifestato segni di intossicazione dal fumo prodottosi, danno subito dagli stessi agenti durante le operazioni.

Poi tutti insieme erano giunti presso l’infermeria del carcere ed il personale sanitario presente qui ha dovuto fronteggiare una situazione di estrema gravità senza avere a disposizione tutti i presidi occorrenti (in particolare l'ossigeno).

La nota dello Snami

“Durante l’incendio tra il 3 ed il 4 agosto scorso nel carcere di Frosinone il personale sanitario si è trovato a dover tenere testa in condizioni estremamente precarie e solo per la sua grande esperienza e coraggio si è riuscito ad evitare il peggio, fino all'arrivo del 118 che ha dovuto utilizzare le proprie apparecchiature in luogo di quelle carenti nel Penitenziario, e con il trasferimento in ospedale di alcune persone.

Questo fatto è la cartina di tornasole della condizione nella quale si trovano i sanitari penitenziari e, conseguentemente, la popolazione assistita, sia la Polizia Penitenziaria che i detenuti. La sanità penitenziaria – spiega in una nota il dott. Giovanni Magnante presidente provinciale Snami - per le particolari e spesso spaventose condizioni ambientali un cui opera, deve avere molti più presidi e risorse di quelle che ha, e che sono assolutamente insufficienti (per usare un eufemismo) a svolgere il suo importante e delicato compito. Non fornire dotazioni realmente adeguate significa non adempiere ad un dovere morale e giuridico da parte dei soggetti responsabili dell'organizzazione sanitaria.

Si chiede quindi un adeguato e tempestivo intervento da parte degli organi preposti, ognuno per la propria competenza, perché si provveda ad adempiere fornendo tutte le congrue e doverose risorse occorrenti alla sanità penitenziaria e assicurando condizioni organizzative adeguate allo stato particolare, anzi unico, della realtà penitenziaria. Tutto quanto sopra enunciato a vantaggio dei lavoratori della sanità penitenziaria, della Polizia Penitenziaria, dei detenuti e della stessa pubblica amministrazione”.

La solidarietà di Ambrosetti

Ai cinque agenti della Polizia Penitenziaria feriti nel tentativo di spegnere l'incendio appiccato da un detenuto nel carcere di Frosinone giunge la solidarietà del Vicesegretario provinciale di Fratelli d'Italia Riccardo Ambrosetti.

Ambrosetti spiega: "Ai cinque agenti della Polizia Penitenziaria di Frosinone rimasti coinvolti nell'incendio al carcere giungano i miei auguri di una pronta guarigione e quelli di tutta la comunità provinciale di Fratelli d'Italia. Agli uomini ed alle donne in divisa che rappresentano lo Stato anche in contesti difficili come può essere quello delle carceri occorre dare sempre tutto il nostro sostegno. Li conosciamo, li vediamo lavorare quotidianamente con poche risorse, mettendo costantemente a rischio la propria sicurezza e la propria vita. Quella del carcere di Frosinone è stata una tragedia ma non ho visto la politica muoversi in favore degli agenti concretamente, al di là delle parole generiche".

A fare eco alle parole di Ambrosetti è il Senatore Massimo Ruspandini che dichiara: "Fratelli d'Italia è a fianco delle forze dell'ordine sempre. Sappiamo bene quali difficoltà esse debbano affrontare per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, un compito gravoso che non si può affrontare senza risorse e soprattutto in un quadro normativo ormai sorpassato e che necessita di aggiornamenti che tutelino davvero il lavoro quotidiano delle divise. In Parlamento abbiamo presentato e continueremo a farlo proposte in tal senso".

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