Cronaca

Il Multipiano di Frosinone ancora teatro di sangue e dolore: i cittadini si dividono tra rabbia e rassegnazione

Il parcheggio di Viale Mazzini è ormai diventato un “simbolo” di tragedie simili, ma non è da demonizzare

Ci risiamo, purtroppo. Questa mattina si è verificata l’ennesima tragedia al Multipiano di Frosinone. A perdere la vita un uomo di 34 anni, Stefano Fortuna. Gli amici lo hanno descritto come un bravo ragazzo ed un bravo lavoratore. Fino alla giornata di ieri, ci raccontano, ha scherzato come suo solito sui vari gruppi di Whatsapp dove era presente. Ancora da chiarire la dinamica dell'accaduto che ha gettato nello sconforto i familiari di Stefano e tutto il capoluogo ciociaro.

Capoluogo ciociaro che, purtroppo, non è nuovo a queste tragedie al Multipiano situato in Viale Mazzini. Nel giro di quasi due anni, infatti, sono ben quattro i corpi senza vita trovati nel parcheggio tra Frosinone alta e bassa. L’ultima era stata la giovane Alessandra di soli 22 anni lo scorso 2 settembre. Tra i cittadini, già allora, si erano accese polemiche sul fatto che il Multipiano andava chiuso o quantomeno sorvegliato 24 ore su 24 dai vigilanti, ma ciò non è mai avvenuto. C’è da dire che ovviamente non è colpa della presenza o della non sorveglianza del parcheggio se un individuo arriva a compiere tali gesti estremi, purtroppo sono altri i motivi scatenanti. Però, allo stesso tempo, i cittadini chiedono a gran voce provvedimenti immediati, proprio per non dover più assistere a scene del genere in un luogo pubblico.

I cittadini si dividono

“Quante altre morti dobbiamo contare prima di prendere provvedimenti?”, si domanda una cittadina. “Provo solo una tristezza infinita per quanto avvenuto – scrive un residente della zona -  purtroppo quel parcheggio è ormai un ‘simbolo’ per questi gesti estremi. Visto il poco utilizzo si potrebbe pensare di chiuderlo definitivamente”. “Si trovano più corpi senza vita che macchine parcheggiate”, commenta furioso un cittadino.

C’è chi invece non dà nessuna colpa al Multipiano: “Il problema non è il posto, se non c’è il Multipiano ne troverebbero un altro. Il problema è il malessere della società, accresciuto da un anno e mezzo di pandemia. Questi gesti possono avvenire ovunque, non solo al parcheggio di Viale Mazzini”.

Il demone purtroppo non è il Multipiano, il vero demone è il malessere psicologico di questi ragazzi. E su questo la chiusura e la sorveglianza h24 del parcheggio di Viale Mazzini possono ben poco. 

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