Corruzione, interdittive e riciclaggio: l'analisi della Direzione Investigativa Antimafia

La relazione semestrale della DIA inviata al Parlamento traccia un nuovo profilo della provincia di Frosinone. La commistione tra criminalità organizzata e pubblica amministrazione

Corruzione, riciclaggio, voto di scambio e interdittive antimafia. In provincia di Frosinone negli ultimi anni si è registrata una vera e propria escalation della malavita. La crisi economica, accentuata dal Covid ma già subdolamente presente da tempo, ha infatti aperto le porte a coloro che, avendo danaro contante proveniente da attività illecite, riescono ad investire sul territorio ciociaro con la complicità di imprenditori senza scrupoli. E non a caso gli investigatori della Dia, in una recente riunione che si è svolta in Prefettura a Frosinone, hanno classificato la provincia come 'zona grigia'. 

Il procuratore generale

E certo non è un caso, come si evince dalla relazione semestrale dell'antimafia, resa nota venerdì 17 luglio, che nel frusinate c'è il più alto numero di beni confiscati alle mafie. La spiegazione arriva attraverso le parole del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma all’assemblea per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020. «Anche il territorio del Basso Lazio è stato oggetto di una espansione via via sempre più profonda e ramificata. Non soltanto ad opera di clan camorristici e del corrispondente insediamento dei relativi esponenti. Ma anche di cosche di ‘ndrangheta, la cui presenza si è con il tempo estesa e strutturata. Questo fino a determinare la compresenza su quel territorio di un coacervo di gruppi, la cui attività (…) ne ha segnato profondamente il tessuto economico-sociale ed anche politico». 

Clan e politica

E il sistema politico è finito nel mirino di grandi indagini che hanno portato all'arresto di amministratori comunali di un certo rilievo, come nel caso di Ferentino dove il 7 marzo del 2019 sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore di Tivoli. In particolare un pubblico
amministratore locale, eletto in una lista civica, si era rivolto a personaggi originari della zona centrale del capoluogo, ritenuti vicini al clan SENESE, incaricandoli di convincere il citato imprenditore a pagare un’ingente somma di denaro per aggiudicarsi un appalto, del valore di
circa 6 milioni di euro, per la costruzione e la gestione di loculi nel cimitero del comune di Ferentino: l’azione criminale non si era limitata a sfruttare la forza di intimidazione del clan, ma si era concretizzata anche nell’uso di armi ed attraverso l’esecuzione di veri e propri raid. L'accertata connivenza tra una certa parte della politica e vertici epicali di 'famiglie malavitose' ha segnato solco profondo che ha spinto, per esempio, il procuratore capo di Cassino, il dottor Luciano d'Emmanuele, a dar vita ad un gruppo di magistrati che si occupano solo ed esclusivamente di reati legati alla pubblica amministrazione. E questo ha consentito di portare a compimento, nel giugno del 2019, un'altra importante indagine per voto di scambio e corruzione che ha visto finire in manette l'ex sindaco di Cervaro, due componenti dell'allora amministrazione, un tecnico comunale e un imprenditore. Sempre la Procura di Cassino, il 23 ottobre del 2019, ha portato a compimento, con l'esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Cassino, l'indagine 'Welcome to Italy' che ha consentito alla Guardia di Finanza ed alla Polizia di 'individuare' una presunta maxi truffa a danno dello Stato e che ha visto come parte lesa decine di profughi. 

Le infiltrazioni 'storiche'

L'evoluzione della malavita e della conseguente aperta ai 'colletti bianchi' non ha rallentato le presenze storiche sul territorio provinciale. "L’incidenza criminale registrata nel frusinate è prevalentemente determinata dall’operatività di proiezioni dei sodalizi campani, con particolare riferimento alle storiche presenze del clan Venosa, del clan dei Casalesi e del clan Mallardo - si legge nella relazione -. Riscontri investigativi hanno inoltre, nel tempo, evidenziato gli interessi, oltreché dei Casalesi, anche dei Misso e dei Mazzarella nel settore del gioco, attraverso il riciclaggio di denaro in settori quali il bingo, la raccolta delle scommesse sportive ed ippiche, i videopoker e le new slot. Nel particolare comparto è recentemente emersa anche una proiezione della criminalità lucana".

L'area cassinate

Anche nel territorio di Cassino si è registrata, nel tempo, una crescente presenza di proiezioni dei sodalizi criminali campani, in particolare originari del casertano. Nell’area risiedono soggetti appartenenti al cartello dei Casalesi, agli Esposito di Sessa Aurunca (Ce), ai Belforte di Marcianise (Ce), ai clan napoletani Licciardi, Giuliano, Mazzarella, Di Lauro ed al clan dei Gionta, originario di Torre Annunziata. 

Il frusinate

Nella provincia, inoltre, hanno trovato rifugio numerosi latitanti, come dimostrano gli arresti avvenuti negli anni passati di alcuni esponenti di spicco legati ai clan Amato-Pagano, Polverino e dei Casalesi.
Contestualmente all’operatività delle propaggini camorristiche, si registrano sul territorio diversi episodi delittuosi perpetrati da aggregazioni criminali autoctone. Queste, ancorché meno strutturate delle prime, risultano attive nel racket delle estorsioni, nell’usura e nel traffico degli stupefacenti, anche in osmosi con organizzazioni insediate in altre aree.

Il mercato della droga

Sempre nell’ambito del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti si segnala che, nell’ambito dell’operazione “Bazar”, il 25 settembre 2019 i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale di Frosinone, nei confronti di 13 soggetti, italiani e albanesi, a vario titolo ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un sodalizio dedito alla commercializzazione di droghe di vario tipo, che aveva allestito una florida attività di spaccio, oltreché nel Capoluogo, nei territori frusinati di Alatri, Fiuggi, Vico nel Lazio e Ferentino. Nel medesimo contesto venivano individuati anche i canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti a Roma, Ostia (Rm) e Bologna. Da segnalare, inoltre, che il 3 luglio 2019, in provincia di Frosinone, i Carabinieri, al termine di altre attività d’indagine, hanno dato esecuzione a misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Cassino nei confronti di due amministratori locali del frusinate. I due, con la complicità di un imprenditore del luogo, si erano resi responsabili di reati elettorali (c.d. “voto di scambio”), promettendo assunzioni di personale a tempo determinato. Il successivo 4 luglio sono stati sospesi dalle cariche con un provvedimento del Prefetto di Frosinone, il quale ha nominato contestualmente un Commissario Prefettizio per la gestione provvisoria dell’ente locale".

La truffa

"Ancorché non collegata alla criminalità di tipo mafioso, ma al fenomeno delle frodi fiscali, si rappresenta, infine, che la Guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione “Bad energy”, il 4 luglio 2019 ha dato esecuzione a 6 misure personali di interdizione dall’attività d’impresa e al sequestro preventivo di beni e di 3 società operanti nel settore delle energie rinnovabili ed efficientamento energetico, di cui una con sede a Frosinone, mentre le altre due a Roma e nel Veneto. In tale ambito un imprenditore del frusinate è stato ristretto agli arresti domiciliari".

Slot e scommesse

"Con riferimento al settore del gaming giova rammentare che, il 30.03.2017, è stato disposto il sequestro preventivo delle apparecchiature elettroniche installate anche presso cinque esercizi pubblici situati in provincia di Frosinone. Le stesse erano infatti state collocate da società
riconducibili ai soggetti indagati nell’indagine “‘Ndrangames”, che ha inciso anche sulla criminalità lucana.

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I latitanti

Il territorio di questa provincia è stato utilizzato anche per trascorrere periodi di latitanza, come emerso da ultimo nel corso 2018. In particolare, il 24 gennaio 2018, in un casolare di Cassino, è stato catturato il reggente del gruppo Polverino di Marano di Napoli, ricercato dal 2011. Il successivo 26 giugno, a Fiuggi, è stato eseguito un ordine di esecuzione di pena detentiva a carico di un pregiudicato, contiguo al clan Amato-Pagano, condannato per traffico internazionale di droga ed associazione di tipo mafioso, il quale si trovava nella cittadina laziale agli arresti domiciliari. Da ultimo, il 19 ottobre 2018, è stato catturato sul territorio un esponente del clan dei CASALESI, ritenuto vicino al boss, in atto detenuto, Michele Zagaria".

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