Droga nel capoluogo ciociaro, torna a casa per la "cassiera" della banda di spacciatori

Simona Paniccia è considerata un elemento di spicco per quanto riguarda il vasto traffico di sostanze stupefacenti smantellato l'estate scorsa da carabinieri e polizia

spaccio di droga nel capoluogo ciociaro

Arresti domiciliari per Simona Paniccia, la donna, difesa dall'avvocato Tony Ceccarelli ha lasciato il carcere di Rebibbia nella serata di ieri. La donna, pluripregiudicata per reati concernenti il traffico e lo spaccio di droga, è ritenuta persona di riferimento nell'ambito dell'associazione smantellata a luglio scorso a seguito di un'operazione dei carabinieri e della polizia di Frosinone che si concluse con l'emissione di 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti sia della Paniccia che di altri indagati per la maggior parte di nazionalità albanese e romena.

Le indagini della DDA

Stando alle indagini svolte dalla direzione distrettuale antimafia di Roma e dalla Procura della Repubblica di Frosinone, la donna era strettamente collegata al vertice dell'associazione poiché ritenuta persona che negli anni si era guadagnata fiducia ed affidabilità estrema tanto che le era stata affidata

Il sergente di "ferro"

la gestione degli incassi oltreché la consegna dello stupefacente agli addetti allo spaccio reclutati, quest'ultimi, al fine di assicurare turni h24. Le stesse intercettazioni ambientali e le conversazioni telefoniche consentivano di delineare il ruolo della donna chiamata in causa dagli stessi associati, i quali in diverse occasioni hanno manifestato anche un certo malcontento poiché a dire degli stessi Simona Paniccia era un effettivo sergente di ferro tanto da pretendere al termine di ogni turno la rendicontazione dettagliata degli incassi derivanti dalla vendita della droga nonché la restituzione della parte invenduta non consentendo, la Paniccia, che venisse fatto uso di stupefacente dagli addetti ai lavori.

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Il ruolo di cassiera

Un'associazione, pertanto, diretta a consentire il massimo profitto che aveva affidato la cassa alla persona ritenuta più idonea. La Paniccia, come detto, difesa dall'avvocato Tony Ceccarelli nelle ore scorse ha potuto lasciare il carcere di Rebibbia e attenderà il processo, prima udienza fissata innanzi il gip di Roma il prossimo 13/12, nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Raggiunto telefonicamente l'Avv Ceccarelli ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto nonostante resta consapevole della delicatezza del processo che si andrà ad affrontare.

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