Truffa ai danni dell'Asl sei persone indagate per truffa, falso e frode in pubbliche forniture

Quando un piccolo zero in meno faceva diventare le fatture enormi. Indagati anche i rappresentanti di una ditta fornitrice di Monte San Giovanni Campano

Quando uno zero può fare davvero la differenza. Lo sanno molto bene sei persone che a vario titolo sono state iscritte su registro degli indagati per i reati di truffa, falso e frode nelle pubbliche forniture. La motivazione va ricercata nell'omissione di un numero decimale per gonfiare i costi di prodotti monouso distribuiti all'Asl di Frosinone dalla società <Euroservice> srl di Monte San Giovanni Campano. 

Altro che semplice errore

Secondo la procura non sarebbe stato un semplice errore di trascrizione ma una omissione voluta per avvantaggiare la ditta appaltatrice, arrecando così un danno alla Azienda Sanitaria Locale di Frosinone. Sul registro degli indagati sono finiti L.S.S ex economo della Asl di Frosinone (in servizio fino al 2014), A. P. direttore amministrativo del Polo Ospedaliero dal 2011 ad oggi; A.C. direttore amministrativo del Polo Ospedaliero B in servizio dal febbraio del 2011 ad oggi; R.T.  amministratore unico della società "Euroservice" srl di Monte San Giovanni Campano e V. R. amministratore di fatto della stessa società e che aveva poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dal novembre del 2009.

La frode 

Secondo gli elementi raccolti dalla procura, gli indagati in concorso tra loro avrebbero commesso una frode durante l'esecuzione dei contratti di fornitura "prodotti monouso". Nello specifico avrebbero ordinato, liquidato e pagato i prodotti con un prezzo maggiorato omettendo di scrivere il numero “0” nella cifra decimale del prodotto stesso, indicata nella delibera di aggiudicazione, così da far lievitare il prezzo unitario rendendolo dieci volte superiore. In questo modo avrebbero procurato alla società appaltatrice un ingiusto profitto arrecando un danno ingente all'Azienda Sanitaria Locale  di Frosinone.

Lo zero mancante

L'imbroglio  sarebbe consistito nell'alterare il prezzo del prodotto monouso. In che modo?  Omettendo appunto di mettere uno zero. Se per esempio un bicchiere di plastica monouso costava al prezzo unitario 0,008 centesimi, omettendo l’indicazione di uno zero nelle cifre decimali relative al prezzo del prodotto lo facevano diventare di euro 0,08. La somma veniva poi trasmessa all’Euroservice con gli ordinativi emessi da ciascun indagato. A quel punto la società che aveva vinto l’appalto emetteva la relativa fattura richiamando nella stessa prezzo di cui all’ordinativo del prodotto, ossia l’errato prezzo di 0,08 che non era quello indicato nella delibera di aggiudicazione.

I tempi della truffa

La storia sarebbe andata avanti dal 2010 al 2014. Fino a quando da un controllo interno  dell'Azienda era stata evidenziata una spesa eccessiva per quanto riguarda appunto i prodotti monouso. Da lì l'avvio dell'inchiesta. L'Euroservice, che avrebbe sempre sostenuto che si sarebbe trattato di un  errore di trascrizione, avrebbe riconsegnato parte del denaro. Nei giorni scorsi si è tenuto l'avviso di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio per i sei indagati che saranno rappresentati dall'avvocato Luca Solli del foro di Frosinone.

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