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Cronaca

Frosinone, una politica di sana e robusta costituzione

Ho  ascoltato e letto i commenti, i giudizi e le esternazioni di tanti personaggi pubblici  che hanno più titoli e meriti del sottoscritto per esprimere un' analisi convincente dei risultati elettorali.

Ho ascoltato e letto i commenti, i giudizi e le esternazioni di tanti personaggi pubblici che hanno più titoli e meriti del sottoscritto per esprimere un' analisi convincente dei risultati elettorali.

Appartengo a quella vasta area della sinistra che ha nella dottrina sociale della Chiesa e nei principi costituzionali i punti di riferimento ideologico e culturale.

Sottolineo alcune discrepanze che hanno reso marginale il ruolo del p.d in provincia di Frosinone, al quale ho rinunciato ad iscrivermi per le tante ed evidenti anomalie strategiche che sembravano castigare il ruolo dei piccoli centri, per la macroscopica rinuncia alle battaglie che ne hanno contraddistinto la storia e soprattutto per la perdita della sua identità politica

Nonostante le radici culturali, la testimonianza. comune e le esperienze dirette, ad un certo punto l'aria è diventata irrespirabile perché si andava radicando la convinzione che l'effetto prodigioso del renzismo al 40% fosse solo l'inizio di un'ascesa politica senza precedenti nella storia repubblicana.

In questo momento nessuno ha le ricette miracolistiche per indicare la via d'uscita e né le soluzioni definitive per superare la crisi attuale ma occorre mettersi dalla parte della gente e ragionare seriamente per elaborare una proposta politica.

In una recente intervista a Repubblica(22/6/2016) il "rottamato" Romano Prodi ha affermato che per superare i populismi, le angosce e le paure bisogna ritrovare " il progetto e radicamento popolare ... e che il solo ad averlo capito è papa Francesco"

Io penso che in questi anni la politica non ha difeso i valori della gente, ha cercato il potere e non il consenso, ha cercato le compagnie importanti dimenticando i disagiati, gli esclusi, gli ultimi.

Il modello berlusconiano nonostante i suoi eccessi, le sue ombre e i suoi metodi presenzialisti per certi aspetti era più innocuo di un neo pragmatismo politico che non si fa scrupolo di allearsi con banchieri, massoni e inquietanti personaggi che pesano molto in Parlamento ma che sono inesistenti sul territorio.

Le analisi su questi pessimi risultati elettorali sono molteplici, prevale talvolta la rabbia e la rivendicazione di chi si è sentito tradito, altre volte il giustificazionismo aleatorio di chi avrebbe dovuto fare qualcosa e invece si è messo a guardare, infine c'è chi vorrebbe che la politica tornasse a curare gli interessi di tutte quelle persone orfane di un partito che ha perso la bussola ed anche il suo patrimonio storico, culturale ed ideologico.

Non bisogna fare la guerra contro nessuno però se si vuole costruire una casa per la gente comune bisogna cambiare atteggiamento e mentalità.

Essere accoglienti e sapersi confrontare è la regola basilare poi però occorrono progetti e programmi che siano all'altezza dei problemi del territorio e che possano dare risposte alla quotidianità delle comunità locali.

Non occorre in questa sede fare l'elenco delle criticità dei nostri comuni e della nostra provincia ma solo invitare i dirigenti a non essere i fautori di un partito "perdente e diviso"ma di un nuovo soggetto unito e vincente.

Se riusciranno nell'impresa non avranno fatto un piacere al sottoscritto, ma avranno mantenuto fede agli impegni assunti con gli elettori e soprattutto non deluderanno coloro che, come don Andrea Gallo, chiedono alla politica di essere "di sana e robusta costituzione"

La strada maestra è quella di immergersi nella società e portare idee innovative con valori solidi e consolidati evitando le pericolose scorciatoie della sottoscrizione di accordi e la stipula di patti con coloro non c’entrano nulla con la storia dell’Ulivo e della sinistra.

dott. Arturo Gnesi

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