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Cronaca

Furto degli escavatori, dopo due giorni torna in libertà la persona arrestata

L'uomo difeso dall'avvocato Vellucci è tornato libero grazie alla decisione del Gip

Torna a libertà dopo due giorni di carcere M. F. 42 anni pluripregiudicato calabrese da 10 anni titolare di un'azienda agricola dedica alla produzione di latte ovino e di carne ovina che era accusato di essere la mente della operazione di "trafugamento" di alcuni mezzi meccanici presso un'azienda agricola di Supino (Frosinone) nella notte tra il 7 e l'8 maggio scorsi.

"Si era arrivati a lui  - spiega al telefono con frosinonetoday.it l'avvocato difensore Giampiero Vellucci -  in quanto le telecamere avevano fatto emergere in particolare che questi mezzi venivano portati con l'utilizzo di un camion verso l'abitato di Anagni non fermandosi a Ferentino quindi impegnando l'asse attrezzato e lì sono iniziate perquisizioni in tutti i capannoni affinché è stato trovato un capannone di un insospettabile meccanico ha fatto il nome del mio assistito come soggetto che gli aveva chiesto la disponibilità di quel capannone per il ricovero dei mezzi rubati che ammontavano a centinaia di migliaia di euro perché si tratta di 4-5 mezzi, di un camion e di escavatori e quant'altro".

La confessione e l'arresto

"Ovviamente la polizia dopo questa confessione ha subito bloccato il mio assistito e lo ha condotto in carcere su provvedimento del dottor Adolfo Coletta che ha ipotizzato un pericolo di fuga trattandosi di persona che si muoveva tra la Ciociaria  e la Calabria. Nelle ore scorse dopo l'interrogatorio il Gip del tribunale di Frosinone non ha convalidato l'arresto o meglio il fermo. Non ipotizzando il pericolo di fuga trattandosi di un soggetto che da dieci anni ha i suoi affetti e i suoi interessi lavorativi ad Anagni e anche perché era stato trovato a casa dagli uomini della sottosezione della Polizia Stradale.

Il Gip ha rigettato la richiesta di custodia in carcere avanzata dal pubblico Ministero in ragione dei gravissimi precedenti penali del calabrese ma soprattutto dalla chiamata in correità del meccanico. Di contrario avviso il difensore il quale ha evidenziato che la semplice chiamata in correità non poteva essere sufficiente per arrivare ad un alto grado di colpevolezza, ragione per la quale il Gip ha disposto l'immediata scarcerazione e ha sottoposto l’interessato all'obbligo di dimora nel vasto abitato di Anagni"

"Quindi c'è stata l'assenza di riscontri alla chiamata in correità del meccanico e soprattutto dal fatto che noi abbiamo smentito che il mio assistito fosse la mente dell'organizzazione che era composta da almeno altri tre soggetti quelli che erano stati e che sono tuttora ignoti e che erano stati protagonisti di questa rocambolesca azione nella azienda agricola di Supino. Il mio assistito ha dichiarato di trovarsi a casa e acquisite le immagini degli impianti di video sorveglianza e soprattutto acquisiti i tabulati telefonici dai quali non si evince che il mio assistito sia mai stato sia a Supino dove è stato commesso il furto e sia presso l'azienda del capannone di questo insospettabile il meccanico e quindi c'è l'assenza di gravi indizi di colpevolezza”.

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