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Sabato, 21 Maggio 2022
La storia / Cassino

Giallo di Catania, ufficiale frusinate incastra dopo 10 anni l'assassino di Agata Scuto

Il colonnello Rino Coppola, originario di Cassino ma comandante provinciale nel capoluogo etneo, unitamente ai militari della compagnia di Acireale, ha individuato l'autore della tragisca scomparsa della giovane

Un omicidio orribile di una giovane donna, Agata Scuto di soli 22 anni, che per 10 anni è rimasto insoluto. A dare una svolta alle indagini, riaperte nel settembre del 2020, i carabinieri del Comando Provinciale di Catania e della Compagnia di Acireale. A finire in carcere è stato Rosario Palermo, 60 anni, ex compagno della madre della ragazza. L'uomo dovrà rispondere di omicidio aggravato e occultamento del cadavere di Agata, disabile di Acireale.

A coordinare le indagini la Procura di Catania ed il comandante provinciale dei Carabinieri nel capoluogo etneo, il colonnello Rino Coppola di Cassino. L'ufficiale frusinate unitamente ai suoi collaboratori è riuscito a dare un nome ed un volto a colui che il 4 giugno di 10 anni fa potrebbe aver ucciso la ragazza, affetta da epilessia e da una menomazione al braccio ed alla gamba.

A denunciare la scomparsa di Agata fu il fratello che, però dopo qualche ora decise di ritirare l'esposto: secondo i suoi parenti, si sarebbe trattato di una sorta di "fuitina". A 'convincere' la madre della 22enne ed i fratelli, secondo le indagini, fu Rosario Palermo che avrebbe fornito alla famiglia di Agata una giustificazione per il suo allontanamento, dicendo di averla vista con un ragazzo. La sparizione sarebbe così stata macchiata dal "disonore", con buona pace dei parenti stretti, che successivamente hanno incassato la pensione di invalidità, mai toccata da Agata dopo la "scomparsa".

"Di quattro figli è l'unica che mi ha dato questo dispiacere. Ho fatto denuncia, poi l'ho ritirata perché avevo sentito che l'avevano vista. Abbiamo continuato a prendere noi i soldi perché lei li aveva abbandonati", aveva detto ai microfoni della trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto?" la mamma di Agata, aggiungendo che la figlia aveva portato con se' solo i documenti ed il libretto per riscuotere la pensione. I vestiti erano tutti nella sua stanza. Una segnalazione arrivata due anni fa alla redazione del programma condotto da Federica Sciarelli, riaccende i riflettori sulla vicenda e riapre così le indagini. Un anonimo telespettatore aveva lasciato intendere che la ragazza non sarebbe mai uscita da quella casa, suggerendo di cercare in cantina.

I carabinieri avviano così le ricerche su delega della Procura etnea. Ma nulla viene trovato, neppure rivoltando con l'escavatore la terra del giardino. Come si è arrivati, oggi, all'arresto di Rosario Palermo? "Gli indizi di colpevolezza che ricadevano su di lui - spiega il capitano della Compagnia dei carabinieri di Acireale Stefania Riscolo - ci hanno indotto a monitorare le sue conversazioni, piazzando anche delle cimici in auto. Palermo nel corso degli anni si è allontanato dalla famiglia di Agata Sciuto, tentando però di inquinare le indagini, costruendosi un alibi. All'epoca dei fatti aveva riferito che quel giorno sarebbe andato a raccogliere lumache alla Piana di Catania o a tagliare mazzi di origano sull'Etna".

Per giustificare una vistosa ferita (procurata durante una colluttazione con Agata?), nel 2020 avrebbe poi cercato di nascondere in un terreno sull'Etna un tondino di ferro intriso del suo stesso sangue, allo scopo di farlo ritrovare il giorno del suo arresto, come prova della sua innocenza. Perchè avrebbe ucciso la ragazza? "Il movente potrebbe essere riconducibile - spiega sempre il capitano Riscolo - ad una presunta relazione tra i due, maturata in un contesto domestico fortemente degradato".

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