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Giuseppe Giannini rinviato a giudizio

Giuseppe Giannini rinviato a giudizio

Giuseppe Giannini rinviato a giudizio per frode sportiva: guai per il Principe

Se per i più giovani il Principe di Roma è Francesco Totti, non tutti sanno che prima di lui c’era Giuseppe Giannini. L’ex numero dieci giallorosso è stato rinviato a giudizio per frode sportiva. I guai in cui sarebbe coinvolto l’ex capitano della...

Se per i più giovani il Principe di Roma è Francesco Totti, non tutti sanno che prima di lui c'era Giuseppe Giannini. L'ex numero dieci giallorosso è stato rinviato a giudizio per frode sportiva. I guai in cui sarebbe coinvolto l'ex capitano della squadra della Capitale risalgono al 2009.

Nato a Frattocchie - frazione di Marino - Giuseppe Giannini risulta essere uno dei 104 imputati rinviati a giudizio nella maxi inchiesta condotta dalla Dda di Napoli. Il processo riguarderà gli affari illeciti del clan camorristico Contini nella Capitale. Inizierà il prossimo 17 febbraio e si consumerà di fronte ai giudici della terza sezione del Tribunale di Napoli. Nello specifico, il Principe è accusato di aver manomesso una partita risalente a 6 anni fa. In quel periodo era allenatore del Gallipoli e la frode sportiva di cui è accusato avrebbe permesso alla formazione da lui guidata di approdare nel campionato di Serie B. La gara incriminata risale al 17 maggio del 2009. La formazione pugliese sconfisse la Real Marcianise per 3 a 2. Secondo gli investigatori, la famiglia Righi avrebbe agevolato la vittoria. Si parla dunque di corruzione. Gli imputati avrebbero versato 50mila euro a diversi calciatori della Real Marcianise per farli perdere. Nel caso specifico, la famiglia Righi avrebbe richiesto l'aiuto del clan Contini. Il denaro venne versato materialmente dall'allora D.S. del Gallipoli, Luigi Dimitri. Giuseppe Giannini, attualmente allenatore della nazionale libanese, si troverebbe nei guai a causa di questa inchiesta. Resta da appurare se l'ex allenatore della formazione salentina fosse a conoscenza dell'episodio illecito. Infine, bisogna anche accertare la sussistenza del fatto. Non resta che attendere l'esito del processo.

Francesco Crudo

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