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Grande interesse nei teatri di Roma per gli spettacoli di fine febbraio

Tradizionale rassegna di ottimi spettacoli teatrali a Roma, dall’Argentina al Parioli, dal Manzoni al San Genesio , e molto altro per la gioia e la curiosità degli spettatori romani e laziali di tutte le età : Il classico Candide all’Argentina: in...

Tradizionale rassegna di ottimi spettacoli teatrali a Roma, dall'Argentina al Parioli, dal Manzoni al San Genesio , e molto altro per la gioia e la curiosità degli spettatori romani e laziali di tutte le età : Il classico Candide all'Argentina: in scena il Candide, di Mark Ravenhill, con la regia di Fabrizio Arcuri, con Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Matteo Angius, Francesco Villano, Federica Zacchia, Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Scoditti, Francesca Zerilli, e la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio. Mark Ravenhill riscrive nel 2013 il Candide che Voltaire aveva composto nel 1759 come risposta indignata a coloro che si erano convinti che il terremoto, che aveva raso al suolo Lisbona quattro anni prima, fosse parte di un piano divino per il bene dell'umanità. Candide è un ottimista, un sognatore, che crede che tutto andrà per il meglio. Poi all'improvviso il mondo, che ha creduto il migliore possibile, gli comincia a crollare intorno. Due secoli dopo, Ravenhill compone un meccanismo che mette in ridicolo le certezze su cui si fonda il mondo contemporaneo. Un gioco scenico di teatro nel teatro di gusto shakespeariano che permette di avanzare una mossa nel gioco della società e far esplodere il tema del futuro del nostro presente. Con il Candide, Voltaire demolisce quella che considera la più grande idiozia culturale e ideologica del suo tempo, sulla quale i poteri si fondano. Con lo stesso testo ora Ravenhill aggredisce con estrema ironia i pregiudizi del nostro presente, le nostre opportunità che non sono altro che illusioni, e il nostro futuro che non è altro se non un presente frustrato. Mark Ravenhill , Autore inglese, acclamata star della nuova scena inglese e columnist delle pagine culturali del The Guardian, ha debuttato come drammaturgo nel 1995 ma il successo internazionale risale all'anno successivo con Shopping and Fucking. Nel 2010 diventa direttore associato al London's Little Opera House a Head Theatre. Nel 2012 è drammaturgo residente della Royal Shakespeare Company. Leader indiscusso della generazione dei nuovi arrabbiati, scrive con successo per teatro, televisione e cinema.

Al Teatro Manzoni, La signora omicidi: una commedia tipicamente british, nel 1955 venne tratto un film diretto da Alexander Mackendrick, che ha avuta la nomination per la miglior sceneggiatura agli Oscar del 1956. Il British Film Institute l'ha inserito al 13º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo. Tipico prodotto dell'umorismo nero di marca britannica, garbata, mai volgare, con molte divertenti invenzioni narrative, la commedia nella prima parte ottimizza le risorse comiche del racconto e nella seconda, lascia spazio a situazioni più thrilling aumentando la tensione. Louisa Wilberforce (interpretata da Elena Cotta, vincitrice della Coppa Volpi al Festival di Venezia) una ingenua quanto arzilla signora londinese, mette in affitto due stanze della sua abitazione. Il professor Marcus (Carlo Alighiero) le esamina e trova che siano l'ideale per lui; però se non disturba vorrebbe invitare dei suoi amici per delle prove. Prove musicali, lui fa parte di un quartetto d'archi e ama la musica di Boccherini. Questo è quanto fa credere alla signora: in realtà la casa è situata in un punto ideale per pianificare una rapina alla stazione ferroviaria. La rapina riesce alla perfezione, ma mentre stanno per lasciare la casa e sparire, la signora scopre la verità. I gangster tentano di eliminarla ma l'anziana padrona di casa riesce a tenere a bada tutta la banda. I quattro sono spiazzati dall'imprevedibilità del comportamento della signora. Per una serie di imprevedibili situazioni i malviventi finiranno per scannarsi a vicenda e sparire dalla casa. La signora rimasta sola va alla polizia per denunciare che i soldi della rapina sono a casa sua, lasciati dai banditi dentro la custodia di un violoncello. Il sergente di polizia suo amico, conoscendola per la sua galoppante fantasia non le crede, e non pensa sia il caso di disturbare l'ispettore. La consiglia amorevolmente di non preoccuparsi, i derubati saranno rimborsati dall'assicurazione. Alla stupita e confusa signora Louisa Wilberforce non resta che arrendersi e tenersi i milioni della rapina. al 20 marzo.

Il berretto a sonagli al Parioli Peppino de Filippo : a grande richiesta, al Teatro Parioli Peppino De Filippo, Luigi De Filippo in scena con "Il berretto a sonagli" , commedia in due parti di Luigi Pirandello, nella versione di Eduardo De Filippo , e con la regia di Luigi De Filippo. In quel tragico e irrisolvibile gioco delle parti che è il Teatro Pirandelliano, un ruolo non trascurabile tocca al protagonista del "Il berretto a sonagli" che Eduardo De Filippo, con l'intelligente ardire che animava ogni sua impresa, ha tradotto in lingua napoletana. Beatrice, donna gelosissima, sospetta che il marito sia l'amante della bella moglie di Ciampa, commesso del loro negozio. La donna fa denuncia al commissariato. Il marito viene effettivamente trovato in compagnia della donna, ma il verbale non lo definisce delitto flagrante e il delegato è pronto a rilasciare i due. Ma per Ciampa la giustificazione legale non basta. Davanti a tutto il paese passa per essere un "cornuto". Non gli resta che ammazzare i due o chiedere a Beatrice di dichiararsi pazza. La pazzia della donna infatti aggiusterebbe tutto, poiché, secondo Ciampa "è facile simulare la pazzia, basta gridare in faccia a tutti la verità". E Beatrice, costretta anche dai propri parenti, si fa passare per pazza, convincendo tutti dell'innocenza di Ciampa e di sua moglie. Un prestigioso traguardo. Una grande prova d'attore per Luigi De Filippo che di questa edizione della commedia è regista e straordinario protagonista. Il gioco dell'essere e dell'apparire nell'incontro di Luigi Pirandello con i Fratelli De Filippo. Storia di una bella amicizia fra un Premio Nobel (Pirandello), un Senatore (Eduardo) e un geniale Scugnizzo (Peppino).

Sergio Zecca al Teatro Sette : Buonanotte e Incubi d'oro, un divertente spettacolo scritto e diretto da Sergio Zecca, con Francesca Bellucci, Matteo Cirillo, Bernardino De Bernardis, Christian Galizia, Vania Lai, Antonio Stregapede, e Marzia Turcato. Un viaggio comico e rocambolesco tra gli incubi ricorrenti degli attori, che sognano spesso di trovarsi proiettati in spettacoli di cui non ricordano minimamente le "battute". Il protagonista, "Mister Zeta" (Sergio Zecca), attaccato nel sonno da una bizzarra Compagnia di attori folli e stravaganti, si troverà a dover fronteggiare le situazioni più variopinte per salvarsi dalle trappole che gli si materializzeranno in modo ironico e divertente sulla strada della notte. In un'atmosfera onirica e surreale, si potranno trovare gustosissimi "paralleli" tra le paranoie tipiche dell'artista e quelle di ogni altro professionista stressato dai ritmi di lavoro dei nostri tempi. Uno spettacolo dedicato a tutti gli ansiosi, uno spettacolo per tutti.

Divertimento musicale al Teatro della Cometa: in scena alla Cometa dal 3 al 20 marzo lo spettacolo che ha collezionato più di 200 repliche dal 2011 ad oggi: Il peccato erotico, divertimento musicale a luci rosa in due tempi di e con Gennaro Cannavacciuolo. Sul palcoscenico, ad accompagnare Cannavacciuolo in questo appassionante viaggio teatral-musicale, tre eccellenti musicisti: Marco Bucci al pianoforte, Andrea Tardioli al clarinetto e sax, Francesco Marquez al violoncello. L'arte di far ridere con stile e raffinatezza: il gran pregio di Gennaro Cannavacciuolo, che tratteggia uno splendido affresco, distensivo ma colto, comico ma anche sentimentale ed elegante, del periodo compreso tra gli anni 1890 e 1940, proponendo le canzoni tipiche del teatro popolare, allora per soli adulti, basate sul doppio senso, l'allusione licenziosa, l'ironia. Recuperando con spirito arguto il repertorio della ribalta minore, dell'avanspettacolo, del caffèconcerto, della rivista, Gennaro Cannavacciuolo si immerge in una lunga passeggiata a ritroso negli anni, attraverso i tempi e i modi espressivi di uno show a luci rosa, con classe ed eleganza, trascinando i grandi come i più giovani. I testi rivisitati sono di autori come i celeberrimi Pisano-Cioffi, Gill, Ripp e di altri, che fecero la fortuna della canzonetta sceneggiata. Un recital arguto ed erotico che diverte un pubblico dandogli l'occasione di riscoprire gli ingenui meccanismi del ridere. Uno spettacolo applaudito dalla critica, gioioso, interattivo con un repertorio ricco di indimenticabili chicche musicali.

Al Teatro Nino Manfredi, Il mitico Adriano/Albertazzi : Oltre diciotto anni di repliche, oltre 500mila spettatori. Uno spettacolo tratto da un libro di successo, il romanzo di Marguerite Yourcenar che in tutto il mondo ha venduto più di 25 milioni di copie. Un regista, Maurizio Scaparro, che è esso stesso storia del teatro mondiale, così come peraltro il protagonista: Giorgio Albertazzi. L'attore torna sul palcoscenico del teatro Nino Manfredi, questa volta con Memorie di Adriano, in scena fino al 20 marzo in una straordinaria performance, una grande occasione per il pubblico che inoltre, guidato da Albertazzi, può attraversare un percorso storico, la vicenda di un imperatore e trovare argomentazioni per riconoscere alcune situazioni del periodo che stiamo vivendo. Uno spettacolo in forma di autobiografia delle stesso Adriano, imperatore a Roma dal 117 al 138 d.C. Uno spettacolo che è anche una denuncia e allo stesso tempo, una iniezione di fiducia, più che una speranza per poter cambiare le cose. L'imperatore si racconta privilegiando il lato umano a quello strettamente politico. Si stupisce delle stelle, dell'amore per un ragazzo, della meraviglia del teatro e della saggezza che viene dai greci e dalla loro lingua. Al Teatro San Genesio, Pagamento alla consegna, di Michael Cooney, con la regia di Emilia Miscio, e con Simone Giulietti, Flaminia Grippaudo, Massimo Sconci, Emiliano Pandolfi, Claudio Bianchini, Albamarina Dei, Alessandro Coppola, Alessandro Bonì, Letizia Floreani e Paola Moscelli. Dall'8 marzo la commedia all'inglese sale sul palco del Teatro San Genesio di Roma con "Pagamento alla consegna" l'irriverente commedia di Michael Cooney, adattata e diretta da Emilia Miscio. Ricca di gag e colpi di scena come nella miglior tradizione della commedia brillante anglosassone, lo spettacolo, molto popolare a Londra, meno conosciuto invece in Italia, ci mostra in modo ironico e grottesco alcuni dei paradossi presenti nel sistema sanitario della nostra società. Londra. Eric, disoccupato da due anni, riceve in continuazione le lettere della previdenza sociale indirizzate a Rupert Thompson, il vecchio inquilino dell'appartamento in cui vive. Stanco della sua situazione, all'ennesima lettera ricevuta gli viene una brillante idea: assumere l'identità di Rupert, ormai emigrato in Canada, per incassarne le sue indennità, truffando così la previdenza sociale. Eric rimane però intrappolato nella rete della burocrazia e non riesce a fermare il flusso di assegni e sussidi che iniziano ad arrivare ininterrotti, neanche in seguito alle sue esplicite richieste. Fino a che un giorno un ispettore della previdenza sociale si presenta a casa di Eric per una verifica. Lo stesso giorno, Linda, sua moglie, ha organizzato un incontro con un consulente di matrimoniale. Inizia così un via vai frenetico di goffi personaggi, tra cui anche un impiegato delle pompe funebri e un assistente sociale, che darà vita ad situazione sempre più surreale. Per quanti sforzi Eric possa fare, chiedendo anche l'aiuto del vicino di casa Norman, e di suo cugino George, la situazione s'ingarbuglierà sempre di più fino a creare una serie di malintesi che metteranno anche a rischio un imminente matrimonio. L'autore Michael Cooney, ripercorrendo le orme di suo padre, il famoso commediografo inglese Ray Cooney, ha dato vita ad una commedia ricca di situazioni paradossali, bugie, scambi di persona, travestimenti, finte morti, secondo la tradizione della commedia brillante inglese. La rappresentazione, ambientata negli anni '80 in un appartamento londinese vede sulla scena ben dieci personaggi umoristici e fortemente caratterizzati nei loro ruoli. I ritmi sono molto frenetici, con porte che si aprono e si chiudono sulla scena come fossero esse stesse delle battute da copione. La recitazione, fortemente serrata va di pari passo con la grande dinamica degli attori sulla scena che vivono situazioni caotiche, avvenimenti ironici e paradossali. E' una farsa che ironizza sul sistema sanitario e sui paradossi della nostra società che purtroppo vede molto spesso il denaro sprecato a favore di finti invalidi o disoccupati che truffano la sanità pubblica o la previdenza sociale, danneggiando chi di quel denaro avrebbe davvero bisogno. E' una farsa che ironizza anche su quelle pratiche burocratiche spesso lente e ingarbugliate, che mettono in secondo piano i reali bisogni della società, laddove la soluzione talvolta potrebbe essere davvero immediata e semplice. FV
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