Grottaferrata, arrestati in tre con cinque chili di droga nella casa bunker

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, che dispone gli arresti domiciliari, a tre uomini di 37, 36 e 34 anni, con precedenti, residenti nell’area di...

mariuana carab

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, che dispone gli arresti domiciliari, a tre uomini di 37, 36 e 34 anni, con precedenti, residenti nell’area di Ciampino.

Il provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica, trae origine dall’arresto in flagranza operato dagli stessi Carabinieri di Frascati il 18 marzo u.s., allorché, a conclusione di un servizio di osservazione, i militari riuscirono ad arrestare quattro persone per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I quattro arrestati, dopo aver preso in locazione una villetta in una zona residenziale di Grottaferrata – ritenuta per questo una piazza di spaccio “insospettabile” – l’avevano resa un vero e proprio fortino, installando su tutto il perimetro sofisticate telecamere. I Carabinieri che nel frattempo avevano notato degli strani movimenti nei pressi della villetta, riuscirono ad entrare all’interno grazie a un ingegnoso escamotage: uno dei militari, infatti, approfittando del periodo delle imminenti festività pasquali, si travestì da sacerdote, presentandosi all’ingresso della villetta per la consueta benedizione.

All’interno della villetta, durante la perquisizione, i Carabinieri trovarono quasi 5 Kg tra hashish, marijuana, cocaina e ketamina – un potente allucinogeno, anche utilizzato sul mercato illegale per drogare i cavalli - la somma contante di euro 2500 e materiale per il confezionamento delle singole dosi.

I quattro arrestati vennero quindi associati presso la Casa Circondariale di Velletri per consentire al Giudice per le indagini preliminari di effettuare l’interrogatorio di garanzia.

In sede di convalida uno degli arrestati che aveva sottoscritto il contratto di locazione della villetta, ammettendo ogni addebito aggiunse che gli altri tre arrestati erano dei suoi amici, presenti in casa al momento dell’intervento solo per un saluto.

I tre furono pertanto scarcerati mentre l’affittuario dell’abitazione rimase in carcere.

Le dichiarazioni fornite in sede di convalida, non convinsero il Pubblico Ministero che, quindi, delegò ai medesimi Carabinieri ulteriori indagini.

Le attività investigative, protrattesi per circa un mese dopo l’arresto, sono state condotte attraverso l’escussione di testimoni, accertamenti bancari e mediante l’acquisizione delle immagini delle telecamere installate all’interno dell’abitazione oltre all’acquisizione dei tabulati telefonici delle utenze sequestrate al momento degli arresti.

Il materiale probatorio raccolto ha consentito di accertare che i tre pregiudicati scarcerati non si trovavano all’interno dell’abitazione per “un saluto”, come riferito dall’affittuario del villino, ma erano pusher che si occupavano, alla pari del loro amico, della cessione dello stupefacente.

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Nel corso delle perquisizioni eseguite nella notte, durante l’esecuzione della misura cautelare, in due abitazioni in uso agli arrestati, sono stati rinvenuti alcuni grammi di marijuana e hashish oltre ad alcune banconote false.

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