Labico, mamma e due figlie intossicate, salvate in extremis da carabinieri

Separata, disoccupata e senza soldi per pagare le bollette, è costretta ad accendere un gruppo elettrogeno in casa per riscaldarsi e rischia di morire insieme alle due figlie soffocata dalle esalazioni.

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Protagonista una donna di 47 anni di Labico, che ora si trova ricoverata al policlinico Umberto I, fortunatamente non in pericolo di vita, insieme alle due figlie di 20 e 7 anni. L'allarme è scattato ieri mattina verso le 6 nella zona di Valle Fredda nella parte alta del centro urbano, quando i carabinieri della stazione di Colleferro agli ordini del capitano Emanuele Meleleo, allertati da una chiamata al 112 fatta dai vicini della donna, sono accorso sul posto, un'abitazione di Labico, ormai saturata dai gas di scarico emessi dal gruppo elettrogeno che era stato lasciato acceso per tutta la notte nel bagno. LE tre, in stato di semi incoscienza, sono state portate dal 118 nell'ospedale di Palestrina, e da qui trasferite all'Umberto I per una terapia in camera iperbarica. I militari accorsi sul posto, constatato lo stato di indigenza e degrado in cui la donna viveva, hanno anche lasciato un piccolo aiuto per la famiglia, che ora sarà presa in carico dai servizi sociali del Comune di Labico.

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