Il fatto

Morte Lorenzo Lazzari, l'analisi della psicoterapeuta: "Incremento del 200% di richieste di aiuto"

Si sono svolti ad Alatri i funerali del 22enne trovato senza vita a distanza di 10 giorni dalla scomparsa della fidanzatina di 16 anni

Dolore e sgomento ad Alatri nel giorno dell'addio a Lorenzo Lazzari, il 22enne trovato senza vita dai familiari in un casolare di campagna. Lorenzo era il fidanzato di Elisa Scaccia, la 16enne di Veroli che lo scorso 4 giugno ha messo in atto un gesto estremo, Un dolore troppo grande che ha devastato il ragazzo che non ha retto ad un dolore tanto grande.

Due suicidi che sono gli ultimi di una lunga serie avvenuti in provincia di Frosinone negli ultimi sei mesi., Nel periodo compreso tra maggio e giugno sono stati 9 i gesti estremi che non hanno lasciato margine di recupero mentre sono state due le persone salvate.

Un dato preoccupante che merita approfondimento e per questo abbiamo voluto ascoltare il parere della dottoressa Irene Ricci, psicologa clinica psicoterapeuta. "Nei servizi territoriali si è potuto assistere a un incremento del 200% di accessi e richieste di presa in carico di adolescenti. Il periodo del Covid19, con l'isolamento che ne è conseguito, ha fatto da cornice ed ha accelerato l'acuirsi di condizioni di disagio che, altrimenti, sarebbero potute restare latenti più a lungo, ma bisogna capire che ciò è diverso dal dire che è stato il covid la causa del malessere giovanile".

"Le origini del problema vanno ricercate nelle situazioni specifiche, che prevalentemente attengono al singolo individuo. Spesso si tratta di quadri clinici non diagnosticati per tempo, con  problemi sottovalutati e di conseguenza non trattati. Epiloghi così tragici generalmente sono a conclusione di escalation del quadro non trattato e avvengono in concomitanza con fattori precipitanti: eventi traumatici o forti stress come lutti, fallimenti personali, crisi adolescenziali, familiari, scolastiche - conclude la dottoressa Ricci -. Il modo di reagire varia a seconda del soggetto, motivo per cui a fronte di un evento simile alcuni reagiscono in modo proattivo, altri crollano. Ciò dipende da vari fattori, come la più o meno significativa vulnerabilità di fondo, la rete sociale, la famiglia. Più i fattori protettivi sono attivi e coordinati, più è possibile prevenire o  più contenere la situazione prima che precipiti".

Sulla questione ieri era intervenuta anche la criminologa Roberta Bruzzone.

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