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Cronaca

Marino, l'amministrazione chiarisce; nessuna perquisizione in comune

In relazione ai numerosi articoli di stampa che - spesso con una dovizia di particolari animata da una curiosa quanto singolare inventiva - stanno raccontando di giorno in giorno il prosieguo delle indagini in corso da parte della magistratura...

In relazione ai numerosi articoli di stampa che - spesso con una dovizia di particolari animata da una curiosa quanto singolare inventiva - stanno raccontando di giorno in giorno il prosieguo delle indagini in corso da parte della magistratura sull’attività amministrativa del Comune di Marino si precisa che:


1) alla data di oggi non è stata effettuata alcuna perquisizione a carico di alcun ufficio.
In particolare, a differenza di quanto riportato nelle scorse settimane da un quotidiano romano, non vi è stata alcuna perquisizione dell’ufficio Attività Produttive ma solo l’acquisizione di alcuni documenti consegnati a mano dalla dirigente dottoressa Ludovica Iarussi.
2) I contratti dei dipendenti impegnati in seguito all’assegnazione dei fondi europei per il PLUS (Piano Locale Urbano di Sviluppo) visionati dai carabinieri non sono “a progetto” ma previsti dal D.lgs 163/06 il Testo Unico degli Appalti.
Il personale non è stato utilizzato in settori dell’ente diversi da quelli interessati al supporto del progetto comunitario.

Non vi è pertanto alcuna truffa né ai danni dello Stato né della Comunità Europea, fattispecie di reato alle quali fa cenno – improvvidamente – il quotidiano on line Il Mamilio.it incorrendo in un esempio di cattiva informazione che non tiene invece conto degli unici dati usciti, sino ad oggi, proprio in relazione al Plus, ovvero che il Comune di Marino - a giudizio della Regione Lazio – è risultato l’ente che ha gestito meglio i finanziamenti avendo avuto tutti i contratti validati ed essendo risultato al primo posto nel Lazio nella gestione e nella rendicontazione sull’utilizzo dei medesimi fondi.
3) Ad oggi appare del tutto privo di fondamento l’accostamento del bando per l’assegnazione della nuova sede della Casa comunale dei Servizi di Frattocchie all’ennesimo filone dell’inchiesta in oggetto.

L’assegnazione è avvenuta con regolarità, nel pieno rispetto della normativa vigente, degli standard economici dell’ente, mirati a una revisione complessiva della spesa e a un contenimento dei costi a parità di servizi resi alla cittadinanza.
Il pluralismo è il bene più prezioso in uno Stato democratico, altresì la democrazia trova perfetto compimento attraverso una informazione leale e corretta mirata all’essenziale compito di dare notizie e formulare opinioni e commenti nel rispetto della dignità di ogni cittadino senza alcuna necessità di pronunciare – come continua ad accadere in questa come in altre vicende – sentenze in anticipo rispetto ai pronunciamenti dei tribunali.
Questo ente, nel pieno rispetto della legge e con la massima fiducia nei riguardi della magistratura, resta a disposizione delle autorità competenti, così come della libera stampa per ogni chiarimento rispetto alla propria attività amministrativa che continua pienamente legittimata dai codici, per quel che riguarda il lavoro di dirigenti, funzionari e impiegati, e da un voto popolare che tuttora investe il Consiglio comunale garante del lavoro dell’Amministrazione, guidata dal vicesindaco Fabrizio De Santis, in carica a pieno titolo e per questo pienamente operativa.

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