Cronaca

Monte Compatri, il sindaco scrive al Vescovo per evitare il trasferimento di Don James

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Eccellenza Reverendissima, come responsabile di una istituzione fondamentale di questa città, il bene collettivo ed il supremo interesse della nostra comunità stanno

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Eccellenza Reverendissima, come responsabile di una istituzione fondamentale di questa città, il bene collettivo ed il supremo interesse della nostra comunità stanno

molto a cuore all'Eccellenza Vostra, come, me lo consenta, anche al sottoscritto che deve assolvere il mandato democraticamente affidatomi dai cittadini di Monte Compatri.

Con stupore, abbiamo appreso della Sua decisione di voler trasferire il parroco di San Lorenzo Martire, James Edassery. Fatto salvo il reciproco rispetto istituzionale e la sua insindacabile autonomia gestionale, mi permetta di manifestare pubblicamente il dissenso su una scelta che rischia di disorientare i fedeli della nostra comunità. Infatti, grazie alle iniziative e alla costanza di don Edassery, in dodici anni la parrocchia di San Lorenzo ha vissuto un periodo di rilancio, diventando un luogo di aggregazione per i nostri concittadini, giovani e meno giovani. Non solo: grazie alla sua opera, si sono avvicinate alla Chiesa anche persone che avevano smarrito, o mai trovato, la via delle fede. Tutto questo nella convinzione che una Chiesa vicino alle persone possa dare nuovo slancio e vigore alla parola di Dio.

Come amministratore di questa città ho il dovere di realizzare le strutture e promuovere l'aggregazione, ma preme sottolineare a Sua Eccellenza Reverendissima che le opere pubbliche, senza figure carismatiche in grado di riempire quegli spazi, rischiano di trasformarsi in cattedrali nel deserto.

Le nostre iniziative, infatti, sortiranno un risultato utile e buono se le sosteniamo concretamente con la retta intenzione di operare nel superiore interesse della nostra comunità, che continua a sentire il bisogno di avere padre Edassery come rappresentante della nostra parrocchia.

Sono infatti loro i primi a temere le possibili conseguenze negative di questo avvicendamento; ma, consapevoli che ci sono norme e regolamenti da rispettare, chiediamo se non sia possibile rivedere la Sua decisione, sempre nel superiore interesse dei nostri fedeli. La partecipazione larga, convinta e corale si costruisce insieme, cosa che ha contraddistinto in questi anni l'operato di padre Edassery. Per questo Eccellenza, con la massima umiltà e - ribadisco - nel massimo rispetto del Suo ruolo, come primo cittadino Le scrivo questa lettera aperta, affinché si possa trovare una soluzione che non obblighi il nostro parroco al trasferimento.

Certo che tra uomini di buona volontà si potranno chiarire le rispettive posizioni, mi permetta di ribadirLe che nella gestione del bene collettivo questa città ha avuto un valido sostegno grazie a padre Edasserey: non un semplice parroco, ma la rappresentazione della solidarietà cristiana e della socialità, che ha contributo al progresso culturale di Monte Compatri.

Con profonda stima e l'augurio di un proficuo lavoro.

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