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La storia di Memmè scampato alla morte che ha trovato il calore della solidarietà

L'uomo, un disabile di 50 anni, insieme al fratello viveva in una casa modestissima nel centro storico di Colli, frazione di Monte San Giovanni Campano. A strapparlo alla morte un vicino di casa. L'intero paese ha 'adottato' entrambi

Dalle ceneri di una vecchia casa, modestissima e bisognosa di ogni cosa, è nata una nuova vita. Una storia di Natale quella che vede protagonista due fratelli di buon cuore, educati ma certamente non baciati dalla fortuna che, nella giornata di sabato 15 dicembre, si sono visti portare via in pochi istanti, l'unico bene di proprietà: la casetta in cui vivevano nel centro storico di Colli, suggestiva ed antica frazione di Monte San Giovanni Campano.

Il fatto

Un incendio, divampato per il malfunzionamento di una vecchia stufa, ha provocato un ritorno di fiamme che, solo per un miracolo non ha provocato la morte di Memmè (per gli amici), un cinquantenne disabile. La casa è inagibile ma Domenico è salvo grazie al tempestivo intervento di un vicino che ha sfondato la porta d'ingresso ed è riuscito a far uscire il poveretto spaventato ed affannato, da luogo pieno di fumo. In quelle stanze il cinquantenne, con problemi psichici e di deambulazione, viveva con il fratello Santino. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Sora hanno spento il rogo e sigillato l'ingresso dell'edificio dichiarato inagibile.

La storia

Sono rimasti soli dopo la morte dei genitori e di un fratello. Lì, in quella piccola abitazione, di pietra e mattoni, situata in via Sant'Antonio. Una casa che avrebbe avuto bisogno di tanto. Di manutenzione, di riscaldamento che possa chiamarsi tale. Di infissi e porte. Una storia di povertà e tanta dignità conosciuta a pochi. Al tutor di Domenico, nominato dal tribunale. Ai Servizi Sociali del Comune. L'incendio ha fatto scoprire al resto del paese ed ai soccorritori lo stato di bisogno dei due fratelli.

La solidarietà

E in pochi minuti è scattata una gara di solidarietà senza precedenti: i carabinieri della stazione di Monte San Giovanni hanno rifocillato il povero Domenico, infreddolito e spaventato. Inoltre hanno attivato unitamente al sindaco la procedura di emergenza affinché sia il cinquantenne che il fratello venissero accolti in una struttura calda ed accogliente. Il parroco della frazione, don Marco e tanti paesani hanno provveduto a raccogliere abiti nuovi, scarpe e quanto altro nell'incendio è andato perduto.

Il Natale in una casa famiglia

Ora Domenico e Santino potranno trascorrere, finalmente, un Natale pieno di luci e di calore in una casa-famiglia di Sora che li ha accolti a braccia aperte. In attesa di capire se la loro abitazione possa essere ristrutturata. Questa, però, è tutta un'altra storia che saremo lieti di raccontare quando ci saranno benefattori pronti a sostenere un progetto di recupero dell'unico bene rimasto a due anime buone e che dalla vita non hanno avuto mai gioie. 

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