Muore in una clinica a Roma Gigi Proietti. Era molto legato alla Ciociaria

L'attore che proprio oggi compiva 80 anni è deceduto alle prime ore del mattino. Le sue condizioni si erano aggravate ieri sera. Era ricoverato da giorni in clinica per problemi cardiaci. 

Una notizia funesta quella con la quale si apre la giornata del 2 novembre 2020. Poco fa, infatti, è morto Gigi Proietti.  Il noto attore romano è deceduto in una clinica romana intorno alle 5.30: "È venuto a mancare al nostro affetto", scrivono i familiari. Le sue condizioni si erano aggravate ieri sera. Proietti era da giorni in clinica per problemi cardiaci. L'attore era stato ricoverato ieri sera in terapia intensiva dopo un malore nel tardo pomeriggio. Si trovava in clinica da qualche giorno perchè non si sentiva molto bene, e stava facendo accertamenti per uno stato di affaticamento. Poi nel tardo pomeriggio di domenica ha avuto un malore, uno scompenso cardiaco. Proprio oggi Proietti compiva 80 anni. "Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie", dicono Sagitta, Susanna e Carlotta. 

Quando Gigi Proietti disse: "A Ca' nun fa scherzi che ti vengo a riprende per i piedi"

Gigi Proietti è morto

I familiari di Gigi Proietti avevano lasciato da un'altra uscita dopo mezzanotte la clinica dove l'attore era ricoverato in terapia intensiva: si tratta delle due figlie, Susanna e Carlotte e della moglie Sagitta Alter. Dal marzo scorso viveva praticamente in clausura per il Covid 19 e aveva raccontato al Corriere questa sua condizione: sul virus quasi ironizzava: "Lo definirei lo Zorro dei virus. Perché? Bè, perché mi pare molto mascherato". E ancora - come riporta today.it : "Sì, sto in clausura, ma mi sento un privilegiato. Rispetto a tanti altri concittadini che magari abitano in piccoli appartamenti, senza una terrazza, senza uno sfogo, io almeno ho un giardino, che in questo momento è a dir poco vitale. E pensare che, tempo fa, volevo cambiare casa».

Il ricordo era sempre per la splendida dimora dove era nato "a via Giulia, ma ormai da molti anni abito un po’ fuori dal centro". L'agenzia di stampa AdnKronos scrive anche che Proietti era ricoverato da quindici giorni in terapia intensiva. Repubblica ricorda che già in passato Proietti aveva sofferto di cuore. Nel 2010 era stato ricoverato all’Ospedale San Pietro di Roma, dopo aver accusato una forte tachicardia. Secondo Il Messaggero Proietti si trovava fino a ieri in terapia intensiva a Villa Margherita, una clinica romana, per complicazioni cardiache (aveva già avuto problemi al cuore nel 2010): sarebbe stato ricoverato da 15 giorni, ma ieri un attacco cardiaco avrebbe compromesso ulteriormente la sua salute. 

Proprio ieri sera è stato trasmesso su Rai Movie Febbre da Cavallo, in cui Proietti interpreta Bruno Fioretti detto “Mandrake”, indossatore morto di fame, mentre Enrico Montesano è Armando Pellicci detto “Er Pomata”, disoccupato, ricco solo di grandi risorse truffaldine. La regia è di Steno. 

Proietti era nato a Roma il 2 novembre del 1940. Aveva cominciato a lavorare in teatro nel 1963 in Can Can degli italiani per poi recitare in A me gli occhi, please, del quale seguiranno nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000. Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta partecipò a  spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio. Nel 1976 recitò in Febbre da Cavallo, che ebbe poi un seguito nel 2000 con la regia dei fratelli Vanzina. Recitò anche nella serie RAI Il Maresciallo Rocca a partire dal 1996. Qui lo vediamo in un suo sketck famosissimo, intitolato "L'avvocato": 

Il suo amore per la Ciociaria

“A me non è mai piaciuto usare la parola “burino” per fare ironia – svelò qualche tempo fa in un'intervista parlando della partita tra il Frosinone e la su amata AS Roma –  Innanzitutto va detto che mia madre era di Rieti, e spesso veniva etichettata, giocosamente, con questa parola. Inoltre, se parliamo di Ciociaria, è una terra a cui sono molto legato, umanamente ed artisticamente. Una terra che ha dato i natali a colonne portanti dello spettacolo italiano come Vittorio De Sica e Nino Manfredi”.

In circa 50 anni di attività ha collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. ''Raccontare la propria vita non è cosa da tutti - scrisse sempre nella sua autobiografia - Certo, chiunque puo' ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l'odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l'allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c'era? I 'faccio un goccio d'acqua' sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, le chiacchiere dei disoccupati... Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge?'', per arrivare a concludere che ''forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perché nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos'altro hai rimosso''.

Chi era Gigi Proietti
Gigi Proietti, al secolo Luigi Proietti, era considerato da molti critici l'erede di Ettore Petrolini. Nato a Roma il 2 novembre del 1940, dopo la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università 'La Sapienza' per interrompere gli studi a soli sei esami dalla laurea. Proietti aveva già esordito, a soli 14 anni, come comparsa nel film di Vittorio Duse del '55 'Il nostro campione'. Poi interpreta un altro piccolo cameo diretto da Ettore Scola nel '64 in 'Se permettete parliamo di donne'. Nel '66 debutta sul grande e sul piccolo schermo nel ruolo di un maresciallo dei carabinieri, per ironia della sorte trent'anni dopo interpreterà lo stesso personaggio con straordinario successo nella serie tv 'Il maresciallo Rocca'. Il primo ruolo da protagonista al cinema glielo darà Tinto Brass nel '68 nel suo film 'L'urlo'. Il primo vero successo per Proietti arriva però nel 1970 quando viene improvvisamente chiamato a sostituire Domenico Modugno, che aveva avuto un incidente, nella parte di Ademar nella commedia musicale di Garinei e Giovannini 'Alleluja brava gente'. Nel 1967 sposa un'ex guida turistica svedese, Sagitta Alter, dalla quale ha due figlie: Susanna e Carlotta, anche loro attrici.

Gli anni '70 sono fondamentali per la carriera di Proietti che, pur non avendo mai pensato al teatro e dopo essersi iscritto per caso al Centro Teatro Ateneo e avere studiato con personaggi del calibro di Arnoldo Foa', Giulietta Masina e Giancarlo Sbragia, inizia i suoi famosi 'One man show'. Proietti intuisce che deve affrontare il palcoscenico da solista per non restare ingabbiato nei ruoli da comprimario. Nel '76 incontra lo scrittore Roberto Lerici con il quale scrive e dirige i suoi spettacoli più celebri, da 'A me gli occhi, please' a 'Come mi piace' e 'Leggero leggero'. Gli anni '70 sono fondamentali anche per la carriera di Proietti sul grande schermo: recita da protagonista in pellicole come 'Gli ordini sono ordini' , 'Meo Patacca', 'Conviene far bene l'amore', 'Languidi baci, perfide carezze' e 'Casotto', film del 1977 dove recita accanto a Ugo Tognazzi e una giovane Jodie Foster.

In quegli anni è diretto anche da registi internazionali come Sidney Lumet, Robert Altman, Ted Kotcheff e Bertrand Tavernier. Il ruolo che però lo rende davvero 'pop' è quello di Bruno Fioretti detto Mandrake in 'Febbre da cavallo' di Steno, pellicola diventata ormai un vero 'cult'. Cinema, teatro ma anche radio dove Proietti ottiene un grande successo partecipando per due stagioni (1973-74 e 1975-76) alla trasmissione 'Gran Varietà' dove interpreta prima Avogadro il ladro e poi un irresistibile tombeur de femme a parole. Nel 1978 dà vita al suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche per giovani attori dopo avere assunto la direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma. Tra i suoi allievi ci sono nomi ormai diventati celebri nel mondo dello spettacolo, tra i quali Flavio Insinna, Massimo Wertmüller, Rodolfo Laganà, Chiara Noschese, Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Francesca Reggiani e Gabriele Cirilli. 

Oltre al teatro, al cinema e alla tv Proietti si cimenta con successo anche nel doppiaggio dando voce a Gatto Silvestro già nel 1964 e a diversi divi del grande schermo, da Robert De Niro a Charlton Heston, Richard Burton, Marlon Brando, Sylvester Stallone e Dustin Hoffman. Doppia anche i due draghi siamesi Devon e Cornelius nel film d'animazione 'La spada magica - Alla ricerca di Camelot', dove usa due toni di voce diversi. In tv è anche conduttore televisivo in Fantastico 4 del 1983 diretto da Enzo Trapani, ma anche regista televisivo nel 1990 della celebre sitcom 'Villa Arzilla', dove appare anche in brevi cameo nei panni del giardiniere. Dopo vari telefilm il successo arriva nel 1996 con la serie 'Il maresciallo Rocca' diretto da Giorgio Capitani, nella quale Proietti interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, vedovo con tre figli, maresciallo comandante della stazione dei Carabinieri di Viterbo, che si innamora di una farmacista, interpretata da Stefania Sandrelli. Nel 2002 torna al cinema nel ruolo di Mandrake in un sequel di 'Febbre da cavallo' dal titolo 'Febbre da cavallo - La mandrakata', diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina. Un "ritorno sul luogo del delitto", come lo ha definito lo stesso Proietti, che però gli frutta un Nastro d'argento come miglior attore protagonista. Infinite sono le partecipazioni televisive dell'attore romano che nel frattempo, nel 2003, diventa direttore artistico del teatro scespiriano Silvano Toti Globe Theatre, nato a Villa Borghese a Roma da una sua idea. 


Tra le ultime apparizioni televisive e cinematografiche ci sono quelle del 19 gennaio 2019 quando conduce in diretta su Rai1 l'evento inaugurale di Matera capitale europea della cultura 2019 alla presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il 12 marzo dello stesso anno compare nella prima puntata di 'Meraviglie - La penisola dei tesori' condotto da Alberto Angela e a dicembre è al cinema con 'Pinocchio', il film di Matteo Garrone in cui interpreta Mangiafuoco. Da vero artista poliedrico, Proietti si cimenta anche nella scrittura e nel 2013 esordisce con un'autobiografia intitolata 'Tutto sommato qualcosa mi ricordo. Tra ricordi e aneddoti', pubblicata da Rizzoli. Alla fine del 2015 pubblica, ancora con Rizzoli, un nuovo libro dal titolo 'Decamerino. Novelle dietro le quinte': una raccolta di racconti, aneddoti e componimenti in versi de-camerino, ossia nati nel camerino, nel dietro le quinte del teatro.

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