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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Sant'Apollinare

Lo sfogo, “mio fratello morto tra l’indifferenza generale anche dell’amministrazione comunale”

In una toccante lettera Ramona Lapati descrive lo sconforto in cui vivono da quel tragico 24 aprile quando il fratello di soli 20 anni morì

“Buonasera, sono Ramona, la sorella di Samuele Lapati il ragazzo morto nel tragico incidente due mesi fa. Ti scrivo perché vorrei far presente ciò che è accaduto dopo la morte di mio fratello”. Cosi inizia il messaggio che è arrivato alla nostra redazione nel quale una donna ci descrive la situazione di immobilismo che si è creata a Sant’Apollinare (Frosinone) dopo la morte del suo giovane fratello di soli 20 anni avvenuta il 24 aprile in un tragico incidente stradale mentre il ragazzo tornava a casa dopo il lavoro.

“La vita in paese quel giorno ha continuato a svolgersi normalmente, non c’è stato alcun lutto cittadino, alcun minuto di silenzio, l’amministrazione comunale tutta – scrive Ramona a frosinonetoday.it - non ha messo in atto nessun accorgimento in nome di mio fratello e nello stesso giorno un bar è stato inaugurato tra risate e goliardia. Ignari del dolore della nostra famiglia ognuno ha continuato a svolgere le proprie attività: macchine, negozi, bar, ogni attività funzionante come se non fosse accaduto nulla. Il caos intorno ad un silenzio assordante, il silenzio della nostra mente.

Pochi giorni fa un altro terribile lutto per la nostra comunità. Anche in questo caso non c’è stato alcun accorgimento. Trovo assurdo e moralmente scorretto tutto questo. Il sindaco e l’amministrazione comunale dovrebbero in qualche maniera rappresentare i valori della nostra comunità e sono certa che la comunità in queste occasioni non si è sentita rappresentata da istituzioni troppo assenti e troppo distanti da un dolore tanto grande.

Vorrei che le mie parole venissero pubblicate perché credo nel rispetto, credo nei valori veri, credo nell’empatia e credo sia importante riuscire a vestire i panni degli altri, almeno un po’.

L’appello agli amministratori comunali

L’amministrazione comunale, il sindaco e chi riveste ruoli di rappresentanza pubblica avrebbero dovuto mostrare più vicinanza alle famiglie che stanno soffrendo. Vorrei che vi facesse portatori di questo messaggio per me, per i miei genitori e per gli amici di Samuele.

La morte è un evento sconvolgente, è qualcosa di non spiegabile , in questi casi parliamo di due eventi di portata immensa, parliamo di due dolori non spiegabili, due ragazzi così giovani, due vite spezzate in così poco tempo. La corsa contro il tempo non è bastata in nessuno dei due casi. La nostra comunità è addolorata, è sconvolta, anziani e giovani non si spiegano cosa è accaduto, non abbiamo risposte. Siamo immobili di fronte a qualcosa tanto più grande di noi che meritava e merita rispetto e silenzio.

Il silenzio, si, per poter riflettere e per poter vivere il dolore nella maniera migliore. Il mio è un grido di protesta mosso dal dolore, dalla voglia di tutelare famiglie fragili che al momento vivono avvolte da un velo di dolore, che sono al buio e non sono  state tutelate e supportate come meritavano”.

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